Il Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, gremito di rappresentanti delle testate giornalistiche, di esponenti del Partito Sud chiama Nord, amministratori degli Enti locali e delle diverse Società partecipate dalla Città metropolitana, ha ospitato la conferenza richiesta dal leader del movimento Cateno De Luca per chiarire e rispondere ad alcune “illazioni” circa “il sistema” di finanziamento delle attività politiche.
L’istrionico De Luca non ha deluso i partecipanti, prima dell’inizio dei lavori, si è spogliato dalla camicia di ordinanza per scoprire una maglietta con la stampa di un chiaro messaggio:
“scusateci se non prendiamo tangenti “. In estrema sintesi, la tesi sostenuta per rispondere alle polemiche sollevate da diversi mass-media che ipotizzavano un “sistema opaco, poco trasparente”. Un’ipotesi rigettata con forza, in considerazione, come hanno ribadito tutti gli interventi, che Sud chiama Nord applica con correttezza e trasparenza la Legge sui contributi
versati liberamente in favore delle forze politiche e deposita regolarmente e pubblicamente il Bilancio del partito con le operazioni tracciate. Un concetto ripreso puntualmente dalla Presidente Laura Castelli, nel suo intervento d’apertura della conferenza. La stessa tesi è stata ribadita dal deputato nazionale on. Francesco Gallo.
Il dott. Picciolo, nella sua qualità di tesoriere, ha spiegato gli aspetti più tecnici per applicare le prescrizioni previste dalla Legge. Il professionista si è avvalso anche di documenti ufficiali per sostenere il principio di trasparenza cui è informata la contabilità dei partiti amministrati.
L’intervento del sindaco metropolitano Federico Basile s’incentra sulle attività amministrative del Comune e della Città metropolitana e ricorda alcune “iniziative politiche” finalizzate a destabilizzare gli equilibri politici.
Un intervento marcatamente politico quello del Coordinatore regionale Danilo Lo Giudice che ha richiamato la tesi giornalistica di un fronte anti De Luca all’interno di Forza Italia guidato dall’on. Tommaso Calderone . Un tema , secondo Lo Giudice, che è stato esagerato e che va ricondotto nell’alveo della dialettica politica che, sovente, assume anche toni aspri.
Le conclusioni sono state tratte dal leader Cateno De Luca che ha ripercorso, anche attraverso le slides proiettate, gli articoli apparsi su diversi mass-media e che, secondo l’esponente politico , constatata la contestualità e il clamore suscitato per le interpretazioni “forzate” che si sono date alle definizioni di “sistema” e “metodo”, appaiono rispondere a una regia che mira a delegittimare il movimento politico.
Un obiettivo che viene perseguito con decisione e che si tenta di traguardarlo attraverso puntuali azioni:
la prima, “mascariarci” per colpire la nostra immagine di buoni amministratori;
la seconda, indebolirci per isolarci e renderci più acquisibili nel mercato della politica;
la terza, impaurire i donatori che si sentono “sputtanati” e magari rinunciano a contribuire;
la quarta farci apparire agli occhi degli inquilini dei palazzi di giustizia come soggetti da tenere sotto controllo per verificare l’azione amministrativa, con una “spada di Damocle” sulla testa.
Uno scenario che Cateno De Luca intende superare , promovendo un contrattacco su tutti i fronti: da quello politico a quello della difesa dell’immagine dei partiti che guida.
Se l’estate ha registrato un clima caldissimo, per l’autunno ci aspettiamo un tempo rovente.
Lillo Zaffino











