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Il deputato di Sicilia Vera-Sud chiama Nord Alessandro De Leo chiede l’estensione e implementazione dei servizi resi dai centri diurni per le persone autistiche

La Giunta regionale ha recentemente approvato la proposta di programmazione delle risorse del fondo per l’Inclusione delle persone con disabilità

“Per quale motivo i servizi previsti presso i centri diurni dedicati ai pazienti con autismo,  attualmente, sono limitati ad un periodo di due anni di assistenza?” A chiederlo con un’interrogazione a risposta scritta è il deputato di Sicilia Vera-Sud chiama Nord Alessandro De Leo che si rivolge al presidente della Regione, all’assessore della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro e all’assessore della Salute per sapere “se abbiano previsto una estensione e implementazione dei servizi resi dai centri diurni per le persone autistiche fino a garantire per ciascun assistito un periodo di prestazioni di cinque anni, come peraltro da indicazioni dell’I.I.S.”.
Il centro diurno per persone con Autismo è un servizio semiresidenziale a carattere continuativo rivolto a soggetti con “Disturbo dello Spettro Autistico” con l’obiettivo di realizzare un percorso continuativo individualizzato di riabilitazione ed integrazione dei soggetti con autismo con il tessuto sociale di riferimento. Un percorso che mira a tutelare il benessere dell’intero nucleo familiare che giornalmente affronta le difficoltà specifiche caratteristiche della sindrome. “Limitare a 2 anni l’accesso ai centri diurni sembrerebbe una scelta dettata esclusivamente da ragioni di contenimento della spesa, sebbene contrastante con le disposizioni dell’ISS e anche con le previsioni dai piani formulati da altre regioni” prosegue De Leo che insieme ai colleghi dei due gruppi parlamentari ha presentato un emendamento alla legge di stabilità regionale, non accolto, che prevedeva uno stanziamento per assicurare il prolungamento della possibilità di fruire dei centri diurni oltre i ventiquattro mesi. “La Giunta regionale ha recentemente approvato la proposta di programmazione delle risorse del fondo per l’Inclusione delle persone con disabilità, pari a 8 milioni 140 mila euro. Mi chiedo perché non si possa quindi garantire per ciascun assistito un periodo di prestazioni di cinque anni” conclude.
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