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Elezioni, in una lettera aperta, le riflessioni di Ninni Romano

Componente coordinamento Cittadino di Forza Italia e candidato alle elezioni amministrative. —-

“Queste elezioni amministrative impongono una serie di riflessioni, alcune delle quali credo sia opportuno approfondire.  La prima è che la città apprezza Federico Basile e la sua azione amministrativa, certificando e consolidando il “sistema De Luca” in riva allo Stretto; la seconda è che, diversamente dalle altre aree del territorio, il centrodestra e il campo largo della sinistra non riescono a costruire una propria identità politica ed elettorale.

La riflessione diventa più complessa quando si analizza l’ampia area del centrodestra, la quale da troppo tempo ormai non riesce a definire i propri obiettivi, a identificare la classe dirigente e resta nella continua ricerca di una vera leadership.

Come si possono costruire nuovi processi decisionali democratici all’interno dei partiti e della società civile superando il sistema piramidale attualmente egemone?

I partiti sono, dunque, autobus che si prendono e da cui si scende alla prima fermata utile? Sono contenitori dove si può dire tutto e il contrario di tutto?  O possono rigenerarsi e diventare soggetti rappresentativi che formano la classe dirigente e programmano azioni concrete sui territori?

Queste sono domande che una società moderna e resiliente dovrebbe porsi, prima di qualunque sfida elettorale.

Con queste premesse, non voglio sottrarmi al dibattito aperto in FI dopo i deludenti risultati elettorali e le polemiche che sono seguite. Occorre piuttosto interrogarsi sul modello organizzativo del partito, sulla capacità di programmare nel tempo e sulla volontà di investire realmente su donne e uomini che scelgono di impegnarsi con continuità e convinzione nel proprio territorio. Per questo ritengo doveroso ringraziare coloro i quali hanno contribuito ad una campagna elettorale per difendere un’idea, un progetto, sia all’interno della lista al consiglio comunale che nelle circoscrizioni. “

“Poi c’è da leggere il dato elettorale, eclatante se confrontato con quello di Reggio Calabria, dove Forza Italia ha raggiunto più del 12 %. A Messina non supera il 3,5. Da qui deve partire una sincera riflessione sulla strategia.

C’è chi raccoglie la sfida, c’è chi la genera e c’è chi se ne lava le mani.

È il lascito di questa campagna elettorale che racconta due storie: chi non c’è stato e si è limitato ad osservare la partita dalla tribuna ora vuole essere protagonista e prova ad intestarsi una missione, quella di difendere il partito in cui ha preferito non candidarsi per timore di non essere eletto; mentre chi ha chiuso egoisticamente spazi per una competizione realmente aperta continua ad attaccare e ad alzare la posta dello scontro politico.

Allora la domanda sorge spontanea: che senso ha segnalare ripetutamente nel periodo elettorale – salvo poi dimenticarsene quando si assumono le decisioni – la necessità di dare spazio a una nuova generazione che si affaccia alla politica con freschezza, entusiasmo, idee e proposte, se poi il risultato è un cambiamento solo di facciata, dove tutto sembra nuovo ma nulla cambia davvero?

Il “mito” della porta girevole continua: spazio e agibilità a tutti sì, fuorché a chi da anni crede nel progetto liberale del partito, dimostrando lealtà e coerenza e si candida, affronta sfide e mettendoci la faccia.

La verità è che chi si è esposto realmente per Forza Italia, accettando di correre in competizione con  un deputato regionale, non ha trovato spazio né visibilità, mentre chi oggi si dichiara vicino al partito ha deliberatamente scelto un altro spazio in cui confrontarsi, come definito da alcuni, il “refugium peccatorum”, capendo scaltramente quante possibilità ci fossero.

Se una casa è di tutti, rischia di non essere più di nessuno. Chi ha orecchie per sentire si metta in ascolto, perché difficilmente così si andrà avanti.

E sarà quasi impossibile, domani, rilanciare con forza un messaggio se i Protagonisti stessi hanno deciso di comparire come comparse.”

 

 

 

 

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