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Documento del Partito Democratico sull’emergenza idrica in città. Nota della Sen. Musolino

Il problema è nella strategia di distribuzione

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L’Amministrazione Comunale accoglie la proposta del PD ma il razionamento garantisca equità nella distribuzione
Prendiamo atto che l’Amministrazione Comunale ha accolto, seppur tardivamente, la
proposta del Partito Democratico per un razionamento ragionato della distribuzione, ma
continueremo a vigilare sul rispetto dei tempi e dell’efficacia della gestione.
Da settimane, infatti, tantissime zone del centro città ma anche della zona centro nord
sono letteralmente a secco o ricevono acqua ad una pressione tale da non riuscire a riempire i
serbatoi nei piani alti.
Il problema, come segnaliamo da settimane, è nella strategia di distribuzione che non sta
seguendo criteri di equità. Ci sono famiglie, uffici, esercizi commerciali che non ricevono acqua da
giorni a fronte di zone che non stano subendo alcun disagio. Ecco perché avevamo proposto (e sembra
essere stato avallato dall’Amministrazione) un razionamento responsabile che dia certezza di tempi
e orari di distribuzione, che anche con una rotazione così da consentire di raggiungere tutte le
utenze dello stesso anello di distribuzione. Se una famiglia sa che riceverà l’acqua da una certa ora
per un periodo di tempo definito, potrà riempire i serbatoi e pianificare servizi e organizzazione della
casa. Se una famiglia, come sta accadendo adesso, non sa con precisione quando riceve l’acqua e la
riceve anche per meno di un’ora non potrà organizzarsi in nessun modo, né riempire i serbatoi.
Tuttavia, senza una gestione dei tempi adeguati alle esigenze delle diverse zone,
garantendo una pressione tale da coprire tutte le utenze, ci saranno persone che continueranno
inesorabilmente a non ricevere l’acqua. Ecco perché riteniamo che le fasce orarie delle zone che
continueranno ad avere l’acqua razionata debbano aumentare di qualche ora.
In ogni caso, abbiamo chiesto, e continuiamo a farlo con forza, un’operazione verità sui dati
di questa crisi ed in particolare sulla portata di Fiumefreddo, Santissima, pozzi e sorgive sui
peloritani. I dati in nostro possesso attesterebbero in entrata in città circa 800 litri di acqua al secondo
dal Fiumefreddo che arriverebbero a 1000 l/s con le altre di sorgenti di approvvigionamento. Tale
riduzione, nell’ambito del 10/15% rispetto alla portata storica, non giustificherebbe i livelli di crisi nella
distribuzione in città. Lo stesso dott. Salvo Cocina, Dirigente Regionale della Protezione Civile e
Commissario all’Emergenza Idrica, in una recente intervista a Rai News 24 ha spiegato come per i
comuni del messinese, a differenza di Enna, Caltanissetta e in parte Palermo, si tratta questioni legate
a “problematiche locali”. Se fosse cosi, con la riduzione dell’acqua immessa in città non
corrisponde al livello della crisi raggiunta in questi giorni, l’Amministrazione Comunale e l’AMAM
avrebbero molto da spiegare ai messinesi. Evidentemente esistono questioni non chiarite che
meritano una risposta immediata: quanta acqua drena il cantiere Webuild per il nuovo tracciato
ferroviario nella Jonica? quanta acqua “cediamo” a Taormina e ad altri comuni lungo il tracciano?
quanto pesa l’approvvigionamento delle navi da crociera? quando si staccherà l’irrigazione delle
aree a verde con acqua potabile?
Il fatto che poi il Comune intenda finalmente tracciare le segnalazioni e le richieste di
intervento conferma che il COC, Centro Operativo Comunale di Protezione Civile, gestisce tutto
senza un sistema di tracciamento degli interventi. Ci risulta, inoltre, che gli operatori del COC
rispondano spesso in maniera evasiva, rinviando a 3-4 giorni le autobotti che comunque a volte non
arrivano.
In questa drammatica situazione, ed a fronte dell’accoglimento parziale delle nostre proposte, ci
interroghiamo sull’opportunità delle reazioni sprezzanti dell’assessore Minutoli, che fra l’altro rifiuta
persino la preziosa collaborazioni dei consiglieri circoscrizionali.
Ribadiamo la richiesta di trasparenza sulla gestione delle autobotti che non è un processo
alle intenzioni ma una semplice verifica di una serie di disservizi che ci vengono segnalati: come, ad
esempio, che in zona Tirone, invece delle autobotti, siano stati consegnati dei cartoni d’acqua.
Ribadiamo, inoltre, come la modifica delle derivazioni esterne ai condomini per il collegamento con
le autobotti, come avvenuto in Via Lanzetta, su proposta proprio del PD, possono essere risolutive
consentendo di ricolmare serbatoi ed autoclavi in sicurezza e più rapidamente.
Nonostante l’Amministrazione Comunale pare non voglia coglierlo, infastidita dalle evidenze
segnalate dall’Osservatorio Permanente sulla Crisi Idrica del Partito Democratico, lo strumento di
cui il PD si è dotato mira a dare un contributo alla gestione di una emergenza che come tale non
può che essere gestita coinvolgendo tutta la città, dai rappresentanti nelle istituzioni a cittadine e
cittadine, recuperando lo stile della concertazione e del coinvolgimento.
In questa direzione anticipiamo il tema dell’imminente apertura delle scuole, prevista per i primi
di settembre che, visto che nessuno può aspettarsi un miracolistico aumento dell’acqua, sarà di
pressante attualità tra qualche settimana: le scuole che, senza acqua, non possono aprire.
Auspichiamo che, come sul razionamento, l’Amministrazione Comunale e l’AMAM
rispondano presto alle sollecitazioni dell’Osservatorio, che evidentemente vanno nella giusta
direzione. Se la componente politica non lo farà, speriamo lo faccia almeno il supertecnico
Salvo Puccio, Direttore Generale del Comune, che oltre che coordinare tutta la macchina comunale
ha una esperienza nel settore essendo stato Presidente e Direttore Generale di AMAM.

La nota della senatrice Dafne Musolino:
Il sonno della ragione genera mostri, nel caso di Messina genera rubinetti asciutti.
Apprendo su “la Repubblica” che i consiglieri d’opposizione si sono svegliati dal torpore e si sono resi conto che dai rubinetti di Messina non esce l’acqua, scoprendo finalmente quella figura vagamente mitologica che a Messina passa sotto il nome di “vettoriamento” e che secondo i suoi inventori, riesce a dare l’acqua a Taormina usando le stesse tubature di Messina, ma senza toglierla a Messina.
Peccato che io, nel silenzio generale, lo avessi evidenziato già a giugno. (Dafne Musolino) tratto da Fb
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