“Scurria – prosegue De Luca – sostiene che esisterebbe un parere dell’Ufficio legislativo e legale della Regione Siciliana in contrasto con quanto disposto dai dirigenti regionali, arrivando addirittura ad affermare che questi ultimi avrebbero consumato un grave reato di omissione. Si tratta di affermazioni gravissime”.
“Per chiarezza – aggiunge De Luca – è opportuno ricostruire ancora una volta l’iter. Il 13 marzo abbiamo posto un quesito formale all’Assessorato regionale alle Autonomie locali – Servizio 5 Ufficio Elettorale, che sovrintende in Sicilia al corretto svolgimento dei procedimenti elettorali. A quel quesito è arrivata una risposta chiara il 16 marzo, quando il Dirigente del Servizio ha comunicato che l’esenzione dalla raccolta firme è applicabile anche a una pluralità di liste promosse dallo stesso movimento politico dotato di gruppo parlamentare regolarmente costituito all’Assemblea Regionale Siciliana, parere poi trasmesso a tutte le Prefetture e agli uffici elettorali”.
“Successivamente – prosegue – il 14 aprile, il Segretario Generale del Comune di Messina ha ritenuto opportuno formulare un ulteriore quesito allo stesso Servizio 5, chiedendo un chiarimento specifico sull’utilizzo della cosiddetta ‘lenticchia’ all’interno di più liste civiche. Anche in questo caso, il Servizio è intervenuto con un ulteriore riscontro il 16 aprile, confermando integralmente quanto già espresso in precedenza e precisando che nulla osta all’utilizzo del simbolo per usufruire dell’esenzione anche in presenza di una pluralità di liste”.
“Alla luce di questi atti ufficiali – aggiunge – le dichiarazioni di Scurria non solo risultano infondate, ma configurano un attacco diretto alla credibilità degli uffici regionali e dei dirigenti che hanno operato nel pieno rispetto delle norme”.
“Per questo motivo ho chiesto al Presidente Schifani di intervenire immediatamente per tutelare il buon nome della Regione Siciliana, valutando la presentazione di una querela nei confronti di Marcello Scurria”.
De Luca ricorda inoltre come “lo stesso Schifani conosca bene il profilo di Scurria, al quale è stato revocato l’incarico di subcommissario al risanamento della baraccopoli di Messina
nel febbraio 2025 per gravi irregolarità amministrative e contabili. Un precedente che rende ancora più inaccettabili le affermazioni odierne”.
“Non si può consentire – conclude De Luca – che vengano gettate ombre sugli uffici regionali senza alcun fondamento”.
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