MESSINA – “Ero perfettamente consapevole che a quel tavolo potesse esserci anche qualcuno pronto a riferire all’esterno. E proprio per questo non ho mai avuto nulla da nascondere”.
Così Cateno De Luca interviene in merito alle polemiche sollevate su una riunione svoltasi nei giorni scorsi con sindacati.
“Ancora prima che la riunione iniziasse – spiega – una testata giornalistica online aveva già pubblicato la notizia, indicando persino il luogo, poi aggiornato in tempo reale. Questo significa che tutto era già noto, pubblico, tracciabile. E allora mi chiedo: di cosa stiamo parlando? Se avessi avuto qualcosa da nascondere, avrei forse organizzato un incontro nella mia segreteria, peraltro probabilmente registrato dallo stesso partecipante che ha informato la testata giornalistica”.
“Non mi faccio intimidire da questi metodi – prosegue – né da chi utilizza certa stampa per costruire polemiche strumentali. È evidente un collegamento preciso tra alcune testate e pezzi della politica, che arrivano persino a riprendere e citare quelle notizie nei propri comunicati.”
Rispetto alla riunione con sindacati De Luca chiarisce: “Era un confronto politico, alla luce del sole, con le organizzazioni sindacali. Mi chiedo perché chi oggi polemizza non faccia lo stesso: perché non incontrate anche voi i sindacati? Perché non vi confrontate con le categorie? Non c’è nulla di anomalo o scorretto, è normale dialettica democratica. Oppure il confronto va bene solo quando lo fanno i partiti di centro destra o di centro sinistra ?”
“Peraltro – precisa – avevo chiesto che fossero presenti tutte le sigle sindacali per un confronto su temi politici. Le eventuali dinamiche aziendali emerse non mi riguardano e non ci sono entrato, né lo farò”.
Il leader di Sud Chiama Nord respinge anche le accuse del centrodestra: “Leggo comunicati stampa addirittura a livello regionale. Ma con quale credibilità parlano di trasparenza partiti che, nella loro storia, sono stati più volte attraversati da vicende giudiziarie, anche recenti, che hanno messo in evidenza una gestione politico mafiosa dei servizi pubblici? Io i confronti li faccio per politica, non per gestire appalti o altri interessi”.
“È inoltre inaccettabile il tono utilizzato nei confronti del commissario Piero Mattei, al quale si arriva addirittura a intimare di agire, minacciando in caso contrario il ricorso al Prefetto. Un atteggiamento grave, che nulla ha a che vedere con il rispetto delle istituzioni”.
“Sulla richiesta di protocolli di legalità – aggiunge – ricordo che tutti i presidenti delle partecipate si sono dimessi, pur potendo legittimamente restare in carica fino alla presentazione delle candidature. Una scelta chiara, fatta proprio per evitare qualsiasi strumentalizzazione e garantire massima trasparenza”.
Sulla polemica relativa all’utilizzo di spazi istituzionali, De Luca precisa: “Proprio per evitare qualsiasi equivoco, abbiamo scelto di non utilizzare il Salone delle Bandiere, pur avendolo prenotato, sostenendo anche dei costi per svolgere le nostre attività altrove. Questo dimostra il nostro senso delle istituzioni e dell’opportunità”
“E poi c’è un tema che non può essere ignorato: quello della trasparenza personale. Chi oggi prova ad alimentare sospetti dovrebbe avere il coraggio di sgomberare il campo dai propri. Basterebbe poco: esibire con chiarezza le proprie bollette Tari, relative alle abitazioni e agli immobili utilizzati negli anni. Non si capisce perché Scurria si debba macchiare dell’ombra di essere un evasore.”
Infine, l’affondo politico: “A chi parla di campagna elettorale squilibrata rispondo che, ormai, chi è davvero squilibrato è chiaro a tutti. Invece di attaccarsi a polemiche pretestuose, provino a spiegare ai messinesi quale sia il loro modello di città e cosa hanno fatto per la città nell’ultimo decennio se non utilizzarla come un bancomat politico.
Poi , già che ci siamo, ci spieghino anche se per entrare in città o partecipare a incontri pubblici serve un pass politico o il permesso di qualcuno.”
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