In merito alle dichiarazioni rilasciate dalla candidata Antonella Russo, si ritiene necessario riportare alcuni elementi utili a ristabilire un quadro corretto rispetto ai temi sollevati.
«La programmazione europea esiste dal 1993. Da quell’anno, sulla base delle diverse declinazioni che la Comunità europea imposta nel settennio precedente, tutti gli Stati membri che contribuiscono alla formazione del budget europeo hanno in restituzione una definizione degli interventi articolata in varie classi e misure. Dal 1993, dunque, questo sistema esiste in modo strutturato. Onestamente non si capisce perché, come sostiene la candidata Russo, dopo il 2027 questo tipo di pianificazione europea dovrebbe finire, considerato che si tratta di programmazioni già strutturate e sulle quali si sta lavorando anche per il ciclo 2028-2035. Forse sarebbe opportuno approfondire meglio questi aspetti.
Così come sarebbe utile comprendere che, a partire dal 2027, la città di Messina non dovrà più sostenere la maxirata annuale da 25-30 milioni di euro: un elemento che rafforza ulteriormente la solidità del bilancio comunale. Su questo fronte, i risultati parlano chiaro e dimostrano una capacità amministrativa concreta.
Dobbiamo invece rilevare un dato preciso: già con De Luca, nel 2018, riprendendo la programmazione 2014-2020, e oggi con l’amministrazione Basile, nell’ambito della programmazione 2021-2027, Messina è riuscita non solo a intercettare fondi, ma anche a collocarsi tra le prime città in Italia per capacità di spesa.
Quindi l’equazione è molto semplice: la città di Messina sa mettere a sistema risorse che c’erano, ci sono e ci saranno, rispetto a un tema che non è locale ma nazionale, anzi europeo. Per questo motivo consiglio vivamente di verificare bene le informazioni prima di creare falso allarmismo.
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