MESSINA – “Siamo abituati a correre veloci e a dimenticare il percorso svolto, ma è fondamentale ricordare sempre il punto di partenza di una città che perdeva i fondi perché non aveva i presupposti per poterli investire né per progettare opere e interventi”. Così l’ex sindaco Federico Basile, insieme all’ex direttore generale Salvo Puccio e all’ex vicesindaco Salvatore Mondello, ha presentato, nel corso della conferenza stampa “Messina e la programmazione strategica: come sono stati investiti i fondi extrabilancio dal 2018 a oggi”, il report degli investimenti individuati per la città grazie all’azione amministrativa prima di De Luca e poi di Basile.
Si tratta di un importo totale di oltre 1 miliardo e 312 milioni di euro, che sono stati spesi o sono in corso di spesa, nel rispetto delle scadenze e con l’ottenimento di ampi margini di premialità nei programmi nazionali ed europei.
“L’Unione Europea finanzia gli Stati membri attraverso linee di intervento strutturate, basate su obiettivi e assi strategici, con fondi che devono essere programmati, spesi e rendicontati. Un sistema ormai consolidato, che continua a evolversi e per il quale è già in corso la programmazione 2028-2033, che rappresenta una leva fondamentale per lo sviluppo del territorio”, ha spiegato Federico Basile.
Dal 2018 a oggi, il Comune ha beneficiato di importanti linee di finanziamento, tra cui: 160 milioni di euro di PON Metro 2014-2020, 54 milioni di euro di POC 2014-2020, 190 milioni di euro di PON Plus 2021-2027, 33 milioni di euro di Fondi Agenda Urbana, 335 milioni di euro di FSC 2014-2021, 205 milioni di euro di fondi PNRR del Comune, 175 milioni di euro di fondi PNRR della Città metropolitana e 36 milioni di euro di fondi del MIT e della Regione.
“Risorse che hanno consentito di garantire servizi, realizzare opere e costruire prospettive di sviluppo per la città. Questi dati non rappresentano una questione politica – ha sottolineato Basile – ma la capacità amministrativa, perché si tratta di finanziamenti accessibili a tutti i Comuni, ma che vengono erogati in base ai progetti”.
“Un esempio significativo è rappresentato dai fondi PON Metro 2014-2020, che nel 2018 risultavano bloccati e che l’amministrazione è riuscita a recuperare e spendere integralmente – ha detto ancora – Oggi la programmazione 2014-2020 è stata completamente attuata, mentre il POC 2014-2020 ha raggiunto l’85% di avanzamento e le nuove linee sono in fase di attuazione”, ha aggiunto.
“La capacità di spesa del Comune di Messina risulta oggi in linea e, in alcuni casi, superiore rispetto alla media delle città metropolitane – ha sottolineato ancora Basile –. La corretta gestione dei fondi ha generato anche premialità economiche, consentendo di ottenere ulteriori risorse. Tra queste, quelle legate al PON Plus e ai programmi complementari. Un risultato reso possibile dalla qualità della progettazione e dalla capacità di rendicontazione, elementi indispensabili per accedere ai finanziamenti europei”.
Particolare rilievo assume il PNRR, strumento straordinario introdotto durante la pandemia, che ha consentito a Messina di investire risorse per la sicurezza delle scuole, le infrastrutture, le reti idriche e la qualità dell’abitare.
Tra i progetti più rilevanti, il PINQUA (Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare), per cui Messina è risultata la prima città in Italia per finanziamenti (circa 130 milioni di euro) e che è stato anche un caso di studio a livello nazionale, presso il Politecnico di Milano.
“Il progetto, inizialmente previsto su 10 anni, è stato rimodulato, a causa dei vincoli PNRR, in 3 anni e 3 mesi, raggiungendo comunque risultati concreti, perché oltre il 60% della spesa è già stato realizzato e, nel frattempo, centinaia di cittadini sono già stati beneficiari degli interventi abitativi”, ha spiegato l’ex vicesindaco Salvatore Mondello.
“Messina è nella condizione di completare gli investimenti e continuare a programmare, intercettare risorse, spenderle in modo efficace e adattarsi ai cambiamenti normativi – ha concluso Basile –. La continuità amministrativa non è un’opzione, ma una condizione indispensabile per completare un cambiamento efficace per il futuro della città, con amministratori che hanno dimostrato concretamente la capacità di dialogare a livello regionale, nazionale ed europeo. Altro che città isolata!”.
“Analizzando i dati di spesa dal 2004 a oggi, la città di Messina ha registrato un’impennata importante dal 2018, risultando in linea con le altre città e potendosi confrontare con realtà come Roma, Bologna, Venezia, Bari e Cagliari – ha spiegato Salvo Puccio –. Il Comune è più che in linea rispetto alla capacità di reperire, spendere, progettare e rimodulare, mantenendo un target elevato”.
“I soldi non vengono assegnati ai Comuni senza un’approvazione a monte, che si basa sulla capacità delle amministrazioni di presentare progetti coerenti con le linee di finanziamento, di spenderli e, successivamente, di rendicontarli per non perdere risorse – ha concluso Puccio –. Senza presupposti progettuali e strategici, i Comuni avrebbero perso i fondi e noi abbiamo sempre ragionato con una strategia, e non per intercettare brevi porzioni di progetti”.












