Foto di: Antonio De Felice
Più che una conferenza stampa à stata una dimostrazione di forza politica. Nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, Federico Basile e Cateno De Luca, si presentano insieme con quasi un’ora di ritardo rispetto all’orario previsto. Entrano fianco a fianco, tra applausi e sorrisi, davanti a una platea composta da ex Assessori, ex Consiglieri, candidati e sostenitori. E già da quei primi minuti si capisce che l’obiettivo della mattinata non è soltanto commentare il voto.
Le slide scorrono sul maxischermo, mentre Basile introduce l’incontro parlando di “modello amministrativo” e di un’esperienza politica che — a suo dire — non può più essere considerata un semplice fenomeno elettorale. Il dato attorno a cui ruota tutta la conferenza è il 57,16% ottenuto dalla coalizione alle Amministrative del 24 e 25 maggio 2026. Un risultato che il Sindaco e il leader di Sud chiama Nord leggono come la conferma di un radicamento ormai consolidato in Città.
Nel corso della presentazione vengono mostrati numeri sulle Circoscrizioni, sull’affluenza e sull’andamento del consenso dal 2018 a oggi. In diverse municipalità, spiegano dal “palco”, la coalizione avrebbe superato il 50%, con punte di oltre il 60%. Particolare enfasi viene data anche all’aumento della partecipazione al voto: secondo l’analisi illustrata durante l’incontro, alla crescita dell’affluenza sarebbe corrisposto un ulteriore incremento dei consensi per il blocco Basile-De Luca.
Ma al di là dei dati, il clima politico della conferenza è apparso evidente fin da subito. Oltre alla rivendicazione della vittoria, dai protagonisti della giornata sono arrivate anche stoccate dirette agli avversari.
Ed è qui che, per il Centrodestra e per il Centrosinistra, arriva la beffa oltre al danno. Non soltanto la sconfitta elettorale, ma anche una sorta di lezione politica impartita pubblicamente dai vincitori.
De Luca prende la parola e cambia immediatamente tono all’ incontro. Ironizza sui sondaggi circolati durante la campagna elettorale, attacca le letture fatte dagli avversari e rivendica l’esperienza maturata “in quarant’anni di campagne elettorali”. Nel mirino finiscono candidati, dirigenti di partito e analisti che — secondo l’ex sindaco — non avrebbero compreso il cambiamento politico avvenuto a Messina negli ultimi anni.
Il leader di Sud chiama Nord insiste soprattutto su un concetto: il consenso raccolto dalla coalizione non sarebbe il risultato di una semplice macchina elettorale, ma di un rapporto ormai stabile con una parte consistente dell’elettorato messinese. Da qui la lettura dei dati sull’affluenza come elemento politico centrale.
Basile mantiene toni più istituzionali, ma il messaggio resta lo stesso. Il Sindaco parla di un progetto cresciuto nel tempo, capace di unire anime civiche differenti e di superare i tradizionali steccati politici.
Nel finale vengono mostrati anche alcuni sondaggi realizzati prima del voto. Secondo i dati illustrati durante la conferenza, il 64% degli intervistati si sarebbe dichiarato contrario all’interruzione anticipata del mandato amministrativo, mentre la coalizione del Sindaco sarebbe stata stimata davanti agli altri schieramenti già nei mesi precedenti alle elezioni.
Alla fine della mattinata resta soprattutto una sensazione politica precisa: il fronte Basile-De Luca non considera più la propria esperienza un’anomalia del panorama cittadino, ma una classe dirigente strutturata e ormai centrale negli equilibri politici messinesi. Il tono utilizzato durante la conferenza lascia intendere che la partita, per loro, sia tutt’altro che chiusa.










