Conclusi i lavori di verifica delle operazioni elettorali e la conseguente proclamazione dei 32 consiglieri comunali eletti, l’attenzione si sposta inevitabilmente sulla composizione della Giunta Comunale e sui vertici delle articolazioni istituzionali e delle società partecipate.
Si preannuncia una manovra complessa e articolata, capace di muovere interessi, aspirazioni e desideri di una moltitudine di donne e uomini che si aspettano il giusto riconoscimento per l’impegno profuso in campagna elettorale.
Ci troviamo davanti a un mosaico in cui ogni tessera rappresenta una posizione di responsabilità, gestione e governo degli enti istituzionali ed economici della nostra città metropolitana. Un arduo gioco d’incastri in cui commettere un errore nel collocare anche un solo pezzo rischia di riverberarsi sull’intero sistema, determinandone l’implosione.
Per descrivere questa situazione complessa, si può scomodare un’espressione colorita coniata a suo tempo dal fondatore della Lega Nord, Umberto Bossi: “trovare la quadra”. Significa mettere insieme opinioni, anime e pareri sovente distanti tra loro.
Questo metodo, nel tempo, ha sostituito l’ormai obsoleto strumento del “Manuale Cencelli” con il quale, nella Prima Repubblica, si spartivano chirurgicamente il potere e le poltrone.
Nella nostra realtà locale, dalle urne è emerso un orientamento chiaro che ha premiato abbondantemente un solo partito. Una forza politica che il suo leader, Cateno De Luca, definisce post-ideologica: un monocolore che, affrancatosi da logiche puramente identitarie, punta tutto sulla concreta capacità di amministrare gli Enti Locali.
I risultati elettorali e amministrativi, sino ad oggi, gli hanno dato ampiamente ragione. Tuttavia, per la leadership del movimento, i successi odierni non sono un punto di arrivo, bensì tappe di avvicinamento a un traguardo ben più ambizioso: il Giro dell’Isola.
L’obiettivo finale, d’altronde, è chiaro: conquistare la presidenza della Regione Siciliana indossando la maglia rosso-gialla. Per farlo, la strategia prevede il consolidamento del potere locale come trampolino di lancio per proiettarsi su scala regionale. In siffatta logica si delinea una vera e propria regola d’oro: chi entra a far parte della squadra deve essere pronto a pedalare compatto per il capitano, senza esitazioni. La direzione, del resto, è una sola: Palermo.
Lillo Zaffino










