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ARS, aumento dei costi delle indennità dei deputati, De Luca : abroghiamo la norma

Si voti il nostro emendamento così da mettere fine a questo festival dell’ipocrisia e della doppia morale.”

“Il consiglio di presidenza dell’assemblea regionale siciliana, dove sono rappresentati tutti i partiti di maggioranza e di opposizione tranne Sicilia Vera e Sud chiama Nord in quanto i nostri due segretari d’aula si devono ancora insediare, ha approvato nelle scorse settimane il bilancio di previsione 2023-2025 del parlamento siciliano contenente, tra l’altro, un aumento dei costi delle indennità dei deputati di circa 800 mila euro annui  lordi (circa 500 euro netti al mese) in ossequio ad una legge del 2014 che prevede l’ adeguamento ISTAT.

Complessivamente il bilancio in questione, nonostante tale aumento di costo, registra un risparmio di spesa di circa 500 mila euro l’anno rispetto al 2022.

Il parlamento siciliano nella seduta del 7 febbraio scorso ha approvato, senza la richiesta di nessun deputato di dibattere sul merito e quindi senza osservazioni ed opposizioni, il bilancio predisposto dal collegio dei questori ed esitato dal consiglio di presidenza.

Abbiamo avuto modo di precisare che l’aumento in questione registratosi ogni anno dal 2015 in poi è legittimo in quanto consequenziale ad una norma di legge.

E pur non facendo parte degli organi del parlamento, collegio dei questori e consiglio di presidenza, che ha avuto modo di discutere le singole voci del bilancio con il tempo necessario per valutarne anche il profilo dell’opportunità, non abbiamo voluto indossare gli abiti dei “pierini”.

Fare la gara oggi, dopo il clamore mediatico registrato, per disconoscere la paternità di questo aumento è un festival al quale noi non intendiamo partecipare a differenza di come già stanno facendo alcuni colleghi e qualche gruppo parlamentare perché riteniamo che nella vita prima di ogni cosa bisogna essere uomini, e quindi riconoscere anche l’errore di valutazione che si è commesso.

Un vecchio detto siciliano così recita: “I soddi mi fannu schifu, ma damminni nautra nticchia” (i soldi fanno schifo, ma dammene ancora un altro po’).

Se il parlamento ritiene di bloccare gli aumenti Istat proceda a votare nella finanziaria in discussione in queste ore l’emendamento predisposto dai gruppi parlamentari Sud chiama Nord e Sicilia Vera che il Governo regionale può presentare immediatamente in aula.

L’emendamento in questione è molto semplice e così recita:

“Il comma 2 dell’art. 2 della legge regionale 4 gennaio 2014 è abrogato”.

In definitiva per evitare l’aumento ISTAT delle indennità dei parlamentari non è necessario inventarsi progetti di utilità collettiva o farlocche e fantasiose forme  di beneficenza, difficilmente verificabili, o peggio ancora presentare ordini del giorno in ossequio di direttive provenienti dall’alto da ambienti politici che tutto potrebbero fare tranne che dare lezione di morale.

Si voti il nostro emendamento così da mettere fine a questo festival dell’ipocrisia e della doppia morale.”

Lo dichiara il leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca.

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