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Palacultura strapieno giovedi sera per la commedia in tre atti “Il barone della Caperrina”

Scritta dal “fikissimo” Pippo Iannelli, con protagonista la società messinese, dei primi anni del 900

Palacultura strapieno giovedi sera per la commedia in tre atti “Il barone della Caperrina” scritta dal “fikissimo” Pippo Iannelli, con protagonista la società messinese, dei primi anni del 900. La storia altro non è che uno spaccato di vita di quel periodo di una società ancora attaccata ai valori nobiliari ma con uno sguardo aperto, molto aperto, alle libertà dell’era moderna. Nella commedia si ha una visione trasversale di quella società, sono tutti un po’ protagonisti, dai baroni interpretati da Gaetano Campagna e Giovanna Genitori e marchesi (Luisa Barbaro e Pippo Picciolo) , all’amico “senzale “ interpretato dallo stesso autore,  dalla maestra, (Rita La Paglia), figura quasi mitologica, all’arciprete (Gaetano Gerbino) e al pescivendolo/imprenditore e sciupa femmine (Giampaolo Nicocia). Persino alle due cameriere (Katia Bevacqua e Argentina Sangiovanni) che nella storia hanno un ruolo fondamentale, diventando persino più determinanti delle signore nobili. E infine c’è Peppe Nappa (Carmelo Peditto), chiaro richiamo al personaggio popolare di certa letteratura siciliana, che nella sua ingenuità dispensa consigli e riflessioni attraverso la saggezza antica dei proverbi siciliani. Struggenti le immagini di Paolo  Musarra prese dagli archivi relative al terremoto del 1908 accompagnate dalle note soavi dellla violinista Diacenta Paolillo e la poesia iniziale interpretata da Caterina Oteri. Una chicca in questa commedia è stata l’interpretazione del sindaco Federico Basile dell’introduzione alla trama. Tutti sapientemente diretti dal regista Nanni Petrungaro e dall’aiuto regista Rosita Sciacca. Sono giorni di festa per i protagonisti, tutti intenti a festeggiare il fidanzamento del baronetto (Ermanno Micheluzzi) e della marchesina (Letizia Lucca) nel clima gioioso delle festività natalizie. Ma un’insidia si nasconde dietro tanta allegria: è il terrificante terremoto che all’alba del 28 dicembre 1908, ha raso al suolo la città. Il ricavato dello spettacolo, patrocinato dal comune e portato in scena dai Fikissimi presieduti da Massimo Pulitanò che ha curato la direzione luci, scene ed effetti speciali e  con il supporto dell’Ammi presieduto da Lilly Cavallaro e rappresentato da Francesca De Domenico , verrà interamente devoluto in beneficenza.

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