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Cultura

Nella Cittadella della Salute (ex Mandalari), l’incontro Arte Genio Follia: il potere dell’artista, promosso dall’Archeoclub d’Italia

L’ incontro è stato moderato dalla giornalista Silvana Paratore

Si è tenuto al centro Diurno Camelot, alla Cittadella della Salute ( ex Mandalari) l’incontro Arte Genio Follia: il potere dell’artista,  promosso dall’Archeoclub d’Italia Area integrata dello Stretto, movimento di opinione pubblica al servizio dei beni culturali e ambientali. 

L’ incontro è stato moderato dalla giornalista Silvana Paratore che ha affermato come in ogni epoca della storia dell’umanità sono esistiti matti, visionari, folli, nevrotici gravi e individui che la psichiatria definirebbe malati di mente, i quali hanno svolto funzioni importantissime.  Persone di questo tipo hanno lasciato un’impronta profonda sull’ avvenire,  dando impulso a movimenti culturali importanti.

A portare il saluto dell’ Asp la dott. Ssa Tiziana Frigione Dirigente psichiatra del Centro Diurno Camelot. 

Ad aprire l’ evento il brano Mica Van Gogh  di Caparezza. 

Poi ha preso la parola la dott.ssa Rosanna Trovato presidente dell’ Archeoclub d’ Italia area integrata dello Stretto che ha ringraziato il numeroso pubblico presente sottolineando che non è un caso aver organizzato l’ incontro in un ex ospedale psichiatrico che da luogo della sofferenza è diventata Cittadella della Salute, con il centro Camelot luogo di arte e creatività come strumento di terapia. Un Museo non censito che si rivela non un luogo di segregazione della malattia ma un luogo in cui la creatività ha lasciato alte tracce artistiche. Parlare del binomio arte follia in una influenza reciproca ancora da scoprire. 

A dialogare su ARTE GENIO E FOLLIA , la curatrice e critica d’arte Elmar Elisabetta Marciano’ il cui intervento interessante e dettagliato ha riguardato tre figure : Vah Ghog, Antonio Ligabue e Adolf Wolfli e lo psichiatra e Direttore del centro Camelot dott. Matteo Allone che ha affermato come l’ incontro di oggi ha voluto cogliere gli intimi legami di senso tra espressività artistica e dimensione psicopatologica attraverso le figure di Van gogh, Wolfli, Ligabue e Chiarenza, il genius di Camelot che ha orientato iconicamente la trasformazione dello spazio. Tempo della follia nello spazio evocativo di profonde sensibilità spirituali ed etica di Camelot, il centro diurno del dipartimento salute mentale Messina Nord, luogo di valorizzazione sociale e culturale del territorio. 

Vivace il dibattito che ha coinvolto i presenti con la proiezione di slides su diversi dipinti che hanno indotto delle riflessioni. Entrambi i tre pittori descritti con cura dalla Marciano’, hanno rapporti particolari con le famiglie di origine, rapporti conflittuali. Si è parlato di quanto l’ artista avverta il senso di solitudine; dell’ atteggiamento bipolare dei pittori; del pensiero di Jung di riportare il paziente alla naturalità ; della devozione quasi religiosa degli artisti; dell’emarginazione degli artisti considerati matti; degli elementi comuni: la solitudine,  il cercare la verità, il bisogno di essere amati; la ricerca di qualcosa di mancante; l’ emergere di pulsioni del profondo ; ritrarre se stessi come unico modo di conoscersi ; attraverso l’ arte trovare il  contenitore di se’; l’estasi, il tormento. 

Nella foto: Allone, Trovato,Paratore, Marciano’

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