Dopo anni di attese e di degrado, una parte dell’ex Fiera torna finalmente fruibile. Da ieri i cancelli di quella che adesso si chiamerà Agorà dello Stretto sono aperti ai cittadini: oltre 32 mila metri quadrati di verde, percorsi pedonali, aree sportive e spazi per il tempo libero restituiscono alla Città uno degli affacci più suggestivi sullo Stretto. È il primo tassello della riqualificazione dell’ex quartiere fieristico, ma anche l’inizio di una nuova fase, destinata ad aprire il confronto sulla gestione dell’area e sul futuro dell’intero waterfront.
L’intervento, finanziato dall’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, con un investimento di circa quattro milioni di euro, ha trasformato una porzione dell’ex Fiera in un parco urbano: prati,
essenze della macchia mediterranea, giochi inclusivi, aree fitness, un playground, spazi di sosta e un percorso che riconnette il fronte mare alla Passeggiata a Mare. Un’immagine completamente diversa rispetto a quella di pochi anni fa, quando padiglioni abbandonati, recinzioni e vegetazione incolta raccontavano il declino di uno dei luoghi simbolo di Messina.
All’inaugurazione hanno partecipato il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, Francesco Rizzo, il Sindaco, Federico Basile, il Commissario Straordinario, Leonardo Santoro e le altre autorità civili e militari. Ma i protagonisti della giornata sono stati soprattutto i cittadini. Famiglie con bambini, anziani che ricordavano gli anni della Fiera Campionaria, curiosi e fotografi hanno attraversato i nuovi viali, fermandosi sulle panchine affacciate sul mare o cercando di riconoscere i luoghi della memoria, trasformati dal progetto di riqualificazione.
«Restituiamo alla collettività uno spazio identitario», ha detto Rizzo, sottolineando come l’Agorà rappresenti il primo passo di un più ampio programma di recupero del
Waterfront. Basile ha parlato di «una giornata importante per Messina», ricordando che il nuovo parco dovrà diventare uno spazio vissuto quotidianamente e non soltanto in occasione degli eventi.
Dietro il taglio del nastro resta però anche una questione amministrativa destinata a far discutere. L’area rimane infatti di proprietà dell’Autorità di Sistema Portuale, mentre la gestione sarà affidata al Comune attraverso una concessione della durata di sei anni. Secondo quanto riferito dal Sindaco, il canone annuo dovrebbe aggirarsi intorno ai 12 mila euro, calcolato secondo i criteri previsti per i rapporti tra enti pubblici, anche se l’importo definitivo sarà quello riportato nella convenzione. Un dettaglio tutt’altro che secondario, perché apre il dibattito sull’opportunità che Palazzo Zanca sostenga un costo per amministrare uno spazio che molti messinesi considerano parte integrante del patrimonio della Città.
La vera prova, tuttavia, inizierà nei prossimi mesi. Il recupero dell’area non si misurerà soltanto sulla qualità del progetto, ma sulla capacità di mantenerlo efficiente, sicuro e animato da iniziative culturali e sociali. È il destino toccato a molte opere pubbliche: inaugurate con entusiasmo e poi progressivamente lasciate senza una programmazione adeguata. Per l’Agorà dello Stretto la sfida sarà evitare che accada lo stesso.
L’inaugurazione riguarda inoltre solo una parte dell’ex quartiere fieristico. Restano aperti gli interrogativi sulla destinazione degli altri spazi e sul completamento del progetto di riqualificazione dell’intero compendio, uno dei nodi urbanistici più importanti della Città. Il parco rappresenta dunque un punto di partenza, non di arrivo.
Per chi ha conosciuto la Fiera Internazionale, il nuovo volto dell’area segna comunque un cambio d’epoca. Non ci sono più i padiglioni, gli stand e le grandi esposizioni, che per decenni hanno richiamato visitatori da tutta la Sicilia. Al loro posto c’è uno spazio pubblico pensato per essere vissuto ogni giorno. Se diventerà davvero il luogo di incontro immaginato dal progetto dipenderà meno dalla cerimonia inaugurale e molto di più dalla capacità delle Istituzioni di gestirlo e dei cittadini di farlo proprio.
















