Come ogni sabato mattina, sono uscito di casa per comprare il pane. Ma in questo sabato di fine novembre la giornata è particolarmente piovosa, in altre parole uno stato meteorologico capace di evidenziare quella invivibilità cittadina che ci pone al 105mo posto secondo la classifica di ItaliaOggi-Ital Communications. Infatti, in questa classifica nazionale Messina, rispetto all’anno precedente, perde nove posti passando dal 96esimo al 105esimo posto (terz’ultimo in Italia). Nell’Indagine ItaliaOggi-Ital Communications, coordinata dall’Università Sapienza di Roma, che rappresenta uno dei più completi e analitici studi sulla qualità della vita degli italiani pubblicati nel nostro Paese, l’invivibilità di Messina viene sezionata sotto ogni aspetto. Ma torniamo alla mia esperienza mattutina all’insegna di raffiche di vento e scrosci d’acqua insistenti. L’azione dell’ATM nell’anno 2023 ha di fatto ridotto in modo consistente gli stalli di parcheggio in ogni zona della città, situazione che costringe i cittadini a non spostare la macchina una volta trovato l’agognato parcheggio. Quindi si esercita una costrizione a muoversi a piedi in giornate anche piovose. Ma quale è la difficoltà di questo deambulare? La capacità di districarsi da infiniti rivoli ( che a volte si evolvono in piccoli rigagnoli dalla capacità idrica tale da immergerti scarpe, calzini e compagnia bella ). A Messina la forza della gravità che indirizza l’acqua dall’alto verso il basso rende impraticabile l’uso dei marciapiedi. Ma l’ATM sponsorizza l’utilizzo degli autobus, peccato che le strade in giornate piovose si trasformano in fiumi e il passaggio dell’autobus serve solo a spruzzare acqua dal manto stradale verso il marciapiede e sui malcapitati pedoni che ci camminano sopra. Insomma niente pane e vestiti inzuppati d’acqua, un modo come un altro per confermare il terzultimo posto della nostra vivibilità cittadina in Italia. Continuando con questo impegno e con l’unità di intenti nel distruggere quello che ancora funziona in città, nel 2024 potremmo vantarci di essere il territorio più invivibile d’Italia.
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