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Cultura

Beni culturali, al Salinas sistema digitale di fruizione numismatica. Amata: «Importante esempio di binomio pubblico-privato»

Il museo Salinas, il più antico della Sicilia

Dopo oltre 70 anni, il ricco e prezioso patrimonio numismatico del Museo archeologico regionale Salinas di Palermo diventa fruibile digitalmente, grazie al progetto di digitalizzazione, gestione e valorizzazione della collezione di monete antiche avviato dalla direzione museale assieme all’Università di Palermo e alla System Integrator Webgenesys Spa, il partner privato che ha finanziato l’operazione. Presentato oggi “Nummi digitali” al Salinas, alla presenza dell’assessore regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana Elvira Amata, della direttrice del museo, Caterina Greco, del dirigente generale del dipartimento regionale dei Beni culturali Franco Fazio, e del presidente della Webgenesys Spa, Antonello Posterino.

«Il binomio pubblico e privato nell’ambito dei beni culturali – ha evidenziato l’assessore Amata – è una sinergia assolutamente necessaria che contribuisce a valorizzare il nostro imponente patrimonio. Ritengo che i beni culturali siano il vero motore economico della Sicilia e quindi che il patrimonio vada valorizzato e rilanciato in tutti i modi. Non possiamo sicuramente fare a meno di quei privati che amano il patrimonio culturale della Sicilia e che insieme all’ente pubblico, in questo caso alla Regione Siciliana, possono portare avanti iniziative importanti come questa che mette a sistema e rende fruibile a tutti la preziosissima collezione di monete antiche che, per oltre 70 anni, è stata conservata nei depositi del museo».

«La cosa bella è che il museo Salinas, il più antico della Sicilia, si dà un nuovo compito e un nuovo obiettivo attraverso i moderni sistemi di innovazione tecnologica – ha spiegato la direttrice, Caterina Greco – Il medagliere del museo Salinas, il più completo della Sicilia e tra i più significativi d’Italia, per qualità e quantità, ma a tutt’oggi privo di una catalogazione sistematizzata, è stato sempre accessibile agli studiosi, ma mai al pubblico. Si tratta di un patrimonio immenso di circa 50 mila reperti che racconta la storia della moneta, dall’età arcaica fino ad arrivare ai coni borbonici, raccoglie ritrovamenti di scavo e materiali da collezione, e annovera al suo interno anche quella lasciata allo Stato da Antonio Salinas, che cominciò proprio dalla numismatica i suoi interessi archeologici».

Il progetto, curato da Lavinia Sole, ricercatrice di Numismatica al dipartimento Culture e società dell’Università di Palermo, ruota attorno ad una banca dati digitale dedicata al medagliere del museo Salinas facilmente accessibile e consultabile dagli studiosi e dal pubblico. Alla banca dati corrisponderà un front end fruibile mediante l’interfaccia collegata ad alcune restituzioni tridimensionali interattive dei beni numismatici, con punti di interesse che permetteranno l’accesso a specifici ipertesti e contenuti multimediali. La banca dati e il front end sono già pronti; restano da ottimizzare le ultime funzioni, quindi il sistema sarà accessibile e fruibile in tempi brevissimi.

Grazie al nuovo sistema l’utente, attraverso il sito web del museo Salinas, potrà visualizzare le schede delle monete e le relative fotografie ad alta risoluzione. Nell’operazione di costruzione della banca dati, il coordinamento degli aspetti tecnologici e la realizzazione del portale sono stati curati dalla Webgenesys Spa di Roma nell’ambito di un progetto Pon “Ricerca e innovazione” 2014-20.  

 

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