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Cultura

Attori non si nasce, si diventa

Portare a risultati professionistici partendo tra i banchi di scuola, abbattendo le barriere sociali e rafforzando il legame tra socialità, arte e cultura

Si è tenuto lo scorso 13 maggio l’attesissimo spettacolo teatrale, sostenutosi presso il Palacultura “Antonello”. I protagonisti dell’evento sono i giovani del laboratorio teatrale “Attori non si nasce, si diventa”, del liceo “Archimede” di Messina diretto dalla prof.ssa Laura Cappuccio. I ragazzi hanno messo in scena “7 minuti. Consiglio di fabbrica “di Stefano Massini. Il testo è stato riadattato e sceneggiato dalla regista, prof.ssa Francesca Spadaro, docente presso il Liceo “Archimede” che, come ogni anno, delizia la platea con delle magistrali rappresentazioni teatrali, trasformando un’istituzione scolastica in un vero e proprio laboratorio di formazione professionale di giovani attori, mantenendo l’atmosfera gioiosa e intensa di chi cerca formazione e divertimento. Il progetto ha visto come tutor la prof.ssa Antonella Bella con il supporto del team di inclusione dei proff. Maria Santacaterina, Domenica Gemelli e Antonino Gemellaro. I trentadue studenti hanno interpretato impeccabilmente il testo dal ritmo calzante e coinvolgente, basato su vicende realmente accadute in Francia, nello stabilimento di Yssingeaux nel 2012, quando undici operaie, rappresentanti del Consiglio di fabbrica, si trovano a discutere su una clausola solo apparentemente irrilevante imposta dai proprietari di un’azienda tessile. La paura del licenziamento, la precarietà, il valore dei diritti dei lavoratori, le dinamiche di potere tra proprietà e operai hanno trovato eccellente espressione attraverso le voci dei giovanissimi e talentuosi attori.

Il Liceo ha rappresentato negli ultimi anni diversi spettacoli teatrali, come “Mistero Buffo” di Dario Fo, “Le nuvole” di Aristofane, “Polemicamente” contaminazione del “Le Troadi” di Euripide e della “Lisistrata” di Aristofane e “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi.

Quest’ultimo spettacolo dimostra ancora una volta come l’arte e la passione comune possa trascendere la giovane età e portare a risultati professionistici partendo tra i banchi di scuola, abbattendo le barriere sociali e rafforzando il legame tra socialità, arte e cultura.

 

 

Pierferdinando Orlandi

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