Introdotto dalla splendida Gianna Fratta, Direttrice Artistica della Fondazione Taormina Arte Sicilia, è andato in scena ieri sera nella magica cornice del Teatro antico di Taormina “Astor, un secolo di Tango”.
Ad arricchire la produzione originale del Balletto di Roma del 2021, la coproduzione attuale con TaoArte e Teatro Vittorio Emanuele di Messina.
È un omaggio al tango nuevo di Astor Piazzolla, che combina elementi di tango, jazz e musica classica ed è uno spettacolo di danza e musica straordinario, che narra la vita inquieta e tormentata di Piazzolla e la fatica dell’uomo e dell’artista di approdare ad un’arte decisamente innovativa.
Con la magnifica regia di Carlos Branca sul palco lo straordinario musicista Mario Stefano Pietrodarchi, bravissimo nel suonare il bandoneón e la fisarmonica e i meravigliosi danzatori del Balletto di Roma, sono riusciti a coinvolgere gli spettatori in un viaggio davvero unico e in un turbinio di intense emozioni.
Encomiabile il lavoro del coreografo Valerio Longo, che è riuscito a portare in scena la vera grande Danza, ponendo sullo stesso piano danzatori e danzatrici e non relegando i primi al tradizionale ruolo di porteur come spesso accade. La fluidità e la bellezza del movimento e del gesto e la grande capacità espressiva dei danzatori, la bellezza delle linee e l’eleganza delle danzatrici, hanno creato per coloro che hanno avuto il privilegio di assistere a questo spettacolo, qualcosa di unico, prezioso e indimenticabile.
Con grande consapevolezza del proprio corpo e un perfetto equilibrio tra tecnica, disciplina e sensibilità artistica, i danzatori sono riusciti a raccontare la storia di Piazzolla riuscendo a instaurare- cosa non del tutto scontata- un legame profondo con il pubblico, soprattutto grazie alla loro intensa espressività, con la quale hanno comunicato fortissime emozioni.
E quei bravi danzatori, sono stati mare, onde tumultuose, che simboleggiavano distacchi e ritorni e, danzando appassionatamente, sono stati anche musica dentro la musica.
La voce narrante dell’attore Vincenzo Bocciarelli è riuscita a caratterizzare l’unicità del personaggio Piazzolla, creando particolari suggestioni. Sul palco anche i tangueri Giampiero Cantone e Stefany Ortiz e l’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele di Messina diretta da Luca Salvadori.
La scelta delle musiche denota il forte legame di Piazzolla con Bach, passa poi per il Glenn Miller degli anni difficili a New York, si arricchisce dell’incontro con Gardel, per culminare nel Libertango, celebre composizione di Piazzolla, inno alla libertà, che simboleggia la rottura definitiva con le forme tradizionali del tango e l’apertura a nuove sonorità e sperimentazioni.
All’uscita dal Teatro, il cuore gonfio di emozioni e gli occhi velati di lacrime, dopo aver assistito ad uno spettacolo di grande bellezza.
Ester Isaja










