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Archeoclub Area Jonica Messina: Giovedì l’VIII “Kalfaracconta” si è fatta in… tre

Riconoscimento dedicato a Carmelo Duro e Pino Chillemi Politici a confrontarsi sulla scrittura Omaggio a “Cinemadamare”

Si è tenuta giovedì 20 agosto l’VIII edizione di “Kalfaracconta”, la rassegna letteraria organizzata da Archeoclub Area Jonica Messina e Comune di Roccafiorita, con la collaborazione dell’Osservatorio dei Beni Culturali dell’Unione del Mu.Ma (Museo Madonna dell’Aiuto) di Roccafiorita e, quest’anno, anche del Cinit e dell’Associazione Valle d’Agrò-Carmelo Duro.
IL I RICONOSCIMENTO “OTTO BORGHI, UN TERRITORIO – DURO CHILLEMI” VA A SALVATORE MOSCA
L’evento che si è tenuto in Piazza XX Settembre ha subito preso il via con una novità, l’istituzione di un riconoscimento dedicato a Carmelo Duro e Pino Chillemi che Archeoclub intende conferire ai nuovi testi che si occupano di storia del territorio. Quest’anno è stato scelto “Kallidoron” di Salvatore Mosca, responsabile Arte di Archeoclub Area Jonica Messina, il quale si è detto “onorato di ricevere questo riconoscimento, dedicato a due personaggi che tanto si sono spesi per la cultura del territorio e che hanno avuto sempre una visione comprensoriale, mai campanilistica”.
Il suo testo parla “dell’insediamento, le chiese e l’arte di Gallodoro” e del territorio di riferimento ed è stato presentato dal prof. Giuseppe Campagna, il quale ha evidenziato il respiro storico e la suggestività dei riferimenti artistici contenuti nel testo “nel descrivere un territorio ricco di opere d’arte, primo fra tutti il Gonfalone Antonelliano”. Ha consegnato il premio Sergio Scivolone, presidente dell’Associazione Val d’Agrò-Carmelo Duro, il quale ha palesato l’entusiasmo e l’orgoglio di poter continuare l’opera di Carmelo Duro, oltre che di Pino Chillemi.
DALLA MATITA DEL VOTO ALLA PENNA DELLA SCRITTURA, POLITICI A CONFRONTO SU TESTI E STORIA
Subito dopo Kalfaracconta ha dato vita ad un’operazione singolare, “intervistando” tre politici del territorio sui loro lavori letterari che esulano dell’attività politica vera e propria.
Il primo intervento ha riguardato l’ex assessore provinciale Mario D’Agostino che di recente ha dato alle stampe la raccolta di racconti “Cinquanta sfumature di paziente”. D’Agostino ha dialogato col consigliere nazionale di Archeoclub d’Italia, Filippo Brianni, indagando sulle ragioni che spingono un politico (e, nel suo caso, anche un chirurgo) a scrivere racconti e romanzi. D’Agostino ha tra l’altro evidenziato che “queste storie non potevo tenerle per me, era giusto condividerle”, deliziando poi il pubblico con la vera e propria “recitazione” di uno dei racconti contenuti nel testo.
Il presidente di Archeoclub Area Jonica Messina, Ketty Tamà, ha invece dialogato con l’ex deputato ed ex sindaco di Taormina Mario Bolognari sulla sua idea di cimentarsi col self-publishing per parlare di una Taormina che fu ed uno strano “profeta”, nei racconti contenuti in “L’ultima profezia”. Il libro narra di questo bizzarro “ciraolo”, come venivano chiamati al tempo, in una Taormina di inizio ‘900, quando, a seguito della crisi dell’agricoltura, il paese cambia pelle altalenandosi tra chi emigra e chi inizia ad intuire l’arrivo del “ciclone turismo”. Il “ciaraolo” le profezie le azzeccherà tutte tranne l’ultima non avverata o, almeno, non ancora avverata. “Dopo aver tanto scritto per esigenze universitarie – ha detto Bolognari, già docente di Antropologia presso l’Università di Messina – ho voluto lasciare questa testimonianza del territorio”.
Da sinistra a destra, da Mario Bolognari e Carmelo Briguglio, intervistato dalla giornalista e responsabile escursioni di Archeoclub Area Jonica Messina, Francesca Gullotta, su “Mare calmo”. Anche qui una raccolta di racconti che salpa dal mare e dai marinai di Furci Siculo per prendere il largo nello spazio e nel tempo attraverso varie storie, fino al “Mare del Kalfa”, il racconto alla biblioteca sorta alcuni anni fa a Roccafiorita, un oceano dentro al più piccolo comune del sud Italia. “Prima di essere un politico sono stato un lavoratore in un’azienda di limoni, sulle barche di Furci a pescare il pesce e poi giornalista”.
CINEMADAMARE – Pellicole di integrazione
La terza fase dell’evento ha riguardato Cinemadamare, il più importante campus cinematografico itinerante del mondo che da tre anni per una settimana coinvolge anche Roccafiorita. Un progetto che in questi giorni ha portato nel borgo circa 50 giovani filmaker provenienti da tutto il mondo che hanno “bussato” alle porte delle case di Roccafiorita per poter scrivere, girare, e montare i loro cortometraggi, una ventina, da proiettare domani 22 agosto in piazza Autonomia, alle 21.30.
“Un progetto a cui teniamo molto, per la bella atmosfera che si crea qui durante la settimana, perché è come se le due comunità, il nostro piccolo ma accogliente paese e la cosmopolita carovana di Cinemadamare, per sette giorni diventano un tutt’uno”, ha detto l’assessore alla cultura Emilia Mazzullo.
E quest’anno, Archeoclub, Comune e Cinit hanno scelto di conferire un riconoscimento al cortometraggio dell’anno precedente che abbia meglio evidenziato le caratteristiche di Roccafiorita. La scelta è caduta su Fiorella, il cortometraggio realizzato lo scorso anno dal francese Anan Zhun Ying in cui si parla di una ragazza che perde la possibilità di utilizzare il telefonino, viene introdotta per le vie di Roccafiorita da una giovane locale e non la lascerà più.
La motivazione del premio è stata letta dal presidente nazionale del Cinit, Massimo Caminiti, il quale ha avuto l’occasione di elogiare l’iniziativa di Roccafiorita, puntualizzando anche l’esigenza di un cinema tecnicamente importante che progetti come Cinemadamare contribuiscono a valorizzare e sostenere.
Ha ritirato il premio Franco Rina, giornalista di La7 e direttore e “padre” del progetto Cinemadamare, il quale ha evidenziato come Roccafiorita abbia da subito accolto con entusiasmo l’iniziativa, parlando di Cinemadamare come “del mondo in cui mi piacerebbe vivere”.
Soddisfazione è stata espressa per l’evoluzione di Kalfaracconta in questi otto anni dal sindaco, Concetto Orlando “consolidando nel tempo un impegno culturale importante per la nostra comunità”, anche in ragione della location, una “piazzetta ricavata lo scorso anno da alcune abitazioni pericolanti, che ha consentito di ricavare questo bellissimo spazio da dedicare al gioco ed alla cultura.”
Per tutta la durata dell’evento sulla parete prospiciente la piazzetta sono state proiettate in loop le immagini del polittico di San Gregorio di Antonello da Messina, rubato il 15 agosto dal Museo Regionale. “Desidero che queste immagini ci ricordino con quanta crudele e ignorante violenza tutti noi siamo stati privati, spero non per sempre, della visione di questa meraviglia”, ha detto Ketty Tamà nello spiegare le ragioni della scelta.
Roccafiorita, 21.08.2026
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