Il Reparto Carabinieri Tutela Agroalimentare di Messina ed il Nucleo Carabinieri Tutela
Agroalimentare di Reggio Calabria hanno eseguito un Decreto – emesso dall’Ufficio del Giudice
per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Locri su richiesta della locale Procura – che ha
disposto il sequestro preventivo,
finalizzato alla confisca diretta della
somma di 169.985,25 mila euro e in
subordine, anche per equivalente, fino alla
concorrenza della citata somma, di altri
beni o utilità nella disponibilità di due
soggetti intestatari di due ditte individuali
operanti nella provincia di Reggio
Calabria.
Il provvedimento è scaturito da un’attività d’indagine, svolta d’iniziativa dai Carabinieri del
Reparto Tutela Agroalimentare di Messina, sul conto di soggetti intestatari di fascicoli aziendali
informatizzati, operanti nel versante ionico della Calabria, ed in particolare su azioni avviate da parte
di soggetti interessati da interdittiva antimafia.
Le indagini hanno permesso di individuare la presunta truffa aggravata finalizzata al conseguimento
illecito di rilevanti contributi pubblici destinati al comparto agricolo ed erogati dall’ARCEA
(Agenzia della Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura), perpetrata da due soggetti,
rispettivamente madre e figlio, che, nonostante
un provvedimento di interdittiva antimafia a
carico della donna, ponevano in essere condotte
intese a riorganizzare le intestazioni aziendali e
dei terreni al fine di continuare a percepire
illecitamente contributi comunitari.
L’operazione testimonia il lavoro dei
Carabinieri per la Tutela Agroalimentare
del Comando Unità Forestali Ambientali e
Agroalimentari (CUFA) impegnati su tutto il territorio nazionale nella lotta alle frodi in danno ai
bilanci dello Stato e dell’Unione Europea, e l’efficace azione di contrasto posta in essere dalla
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri, mediante una incisiva ed efficace azione
di coordinamento delle indagini che ha portato all’adozione del provvedimento volto sia ad impedire
la prosecuzione dell’attività delittuosa che a consentire il recupero delle indebite somme percepite
dagli indagati in spregio alle normative ed a discapito dei numerosi imprenditori onesti.
Roma, 16 settembre 2024 ufaeventi@carabinieri.it
Comando Unità Forestali
Ambientali e Agroalimentari Carabinieri
Nei confronti delle persone coinvolte vige la presunzione di non colpevolezza e le ipotesi accusatorie
dovranno essere verificate in sede processuale











