Roma, 27 luglio – La Cgil nazionale ha presentato oggi un esposto alla
Corte dei conti per chiedere di accertare se, nella gestione del
progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, siano stati impiegati
correttamente i soldi pubblici o se, al contrario, vi siano i
presupposti di un danno erariale. L’esposto, firmato dal segretario
generale Maurizio Landini e presentato alle Procure regionali della
Corte dei conti della Sicilia e del Lazio e alla Procura Generale presso
la Sezione giurisdizionale d’appello della Corte dei conti per la
Regione Siciliana, “nasce da un principio molto semplice: quando sono in
gioco miliardi di euro dei cittadini – sostiene la Confederazione – è
un dovere pretendere trasparenza, legalità e un uso rigoroso delle
risorse pubbliche”.
La stessa Corte dei conti, nel corso dell’esame della delibera del
CIPESS, ha evidenziato numerose criticità: il costo definitivo
dell’opera non è ancora determinato, permangono dubbi sul rispetto
della normativa europea in materia di appalti e tutela ambientale e
molte delle infrastrutture indispensabili al funzionamento del Ponte non
risultano ancora finanziate o completate.
A fronte di queste incertezze, “la Cgil ritiene doveroso chiedere alla
magistratura contabile di verificare se le enormi risorse pubbliche
siano state utilizzate nel rispetto della legge e nell’interesse
generale o se, invece, esista il rischio concreto che si stia producendo
un danno alle finanze dello Stato. Non si tratta di una battaglia
ideologica né di una contrapposizione pregiudiziale all’opera, ma di
difendere il denaro pubblico. Ogni euro sprecato per il Ponte è un euro
tolto agli ospedali, alle scuole e alle vere infrastrutture di cui il
Sud ha bisogno”.
La Confederazione ricorda infatti che “parliamo di un’opera il cui costo
supera ormai i 13 miliardi di euro e che continua ad aumentare. Nel
frattempo, la Società Stretto di Messina ha già assorbito ingenti
risorse pubbliche senza che sia stato realizzato il Ponte e senza che i
cittadini abbiano visto alcun beneficio concreto. Il Mezzogiorno
continua ad avere bisogno di ferrovie moderne, strade sicure, trasporti
efficienti, porti, scuole, ospedali e servizi pubblici di qualità. Sono
questi gli investimenti che possono migliorare davvero la vita delle
persone, creare lavoro e ridurre i divari territoriali”, sostiene la
Cgil.
“Per questo – si conclude la nota – chiediamo alla Corte dei conti di
fare piena luce sulla gestione delle risorse destinate al Ponte sullo
Stretto. Difendere il denaro pubblico significa difendere i diritti dei
cittadini. Significa evitare che miliardi di euro vengano impiegati
senza adeguate garanzie, mentre il Paese continua ad avere bisogno di
investimenti utili, infrastrutture moderne e servizi pubblici
efficienti”.










