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Cronaca

Morì a 12 anni a Villa Dante, Comune di Messina dovrà risarcire la famiglia

I Riccina assistiti dagli avvocati Gaetano Picciolo affiancato da Marco Iacono in questo procedimento

Maxi risarcimento in vista da pagare, per Palazzo Zanca, condannato a risarcire la famiglia di Alessandro Riccina, il bimbo di 12 anni morto a Villa Dante dopo una caduta nel corridoio di accesso ai locali tecnici della piscina e palestra coperti. Il Tribunale di Messina, con sentenza N. 1801/2023 pronunciata dal dottor Mauro Mirenna e in via di notifica a Palazzo Zanca ha posto la parola fine alla vicenda risarcitoria in sede civile. Il Tribunale ha condannato il funzionario del Dipartimento Sport e tempo libero del Comune, e lo stesso Municipio, a risarcire con 822 mila euro circa (le somme liquidate in sentenza più la provvisionale di euro 250 mila euro, liquidata definitivamente dalla Corte d’Appello in sede penale), oltre agli interessi legali dal 2005 all’effettivo pagamento e tutte le spese legali liquidate sia in sede penale che in sede civile. La somma dovrà essere liquidata ai familiari, assistiti dagli avvocati Gaetano Picciolo, storico legale dei Riccina sia in sede penale che civile, affiancato da Marco Iacono in questo procedimento. Alessandro Riccina, abitante al rione Ferrovieri, era seduto su una ringhiera che delimitava una scala quando perse l’equilibrio e cadde da un’altezza di circa quattro metri. Il piccolo finì in un sottoscala vicino ai locali che ospitano i motori della piscina coperta. Estratto vivo dai Vigili del Fuoco, morì qualche giorno dopo in ospedale per le gravi complicazioni dell’incidente. La Procura di Messina aprì una inchiesta, sequestrando scala e ringhiera ed iscrivendo nel registro degli indagati dirigenti e funzionari di Palazzo Zanca ed i custodi di Villa Dante. Per la giustizia penale sarebbe bastata la posa di una lastra protettiva a evitare la caduta, e la morte, di Alessandro.

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