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Cronaca

Milazzo, Todaro: il grido ignorato dei giovani: lo scandalo dello “spazio neutro” e la crisi della Consulta

Un monito che non può restare inascoltato

A seguire la nota di Saverio Todaro :

Milazzo rischia di voltare le spalle ai suoi giovani e ai suoi minori più fragili. In un momento in cui la società dovrebbe stringersi attorno a chi ha più bisogno, la Consulta Giovanile Comunale, organo chiamato a rappresentare le nuove generazioni, sembra aver perso la bussola della responsabilità. E la città resta a guardare, mentre uno spazio fondamentale per la tutela dei minori rimane abbandonato all’indifferenza.

 

L’illusione del dialogo, la realtà dell’inerzia

Negli ultimi anni, l’Amministrazione Comunale è stata spesso accusata di sordità verso i giovani. Eppure, dopo battaglie e richieste, qualcosa si è mosso: spazi concessi, personale garantito, la possibilità di riunirsi ogni settimana. Ma oggi, paradossalmente, il vero ostacolo non è più fuori dalla Consulta, bensì dentro: riunioni disertate, quorum raggiunti solo per emergenze, e soprattutto un Direttivo che, di fronte a un mandato chiaro dell’assemblea, resta immobile.

 

Lo “spazio neutro”: simbolo di una città che dimentica i più deboli

Lo “spazio neutro” non è una stanza qualunque: è il rifugio dove minori in situazioni di fragilità possono incontrare i propri genitori in sicurezza, sotto la supervisione di professionisti. È un diritto, non un favore. Eppure, nonostante la Consulta abbia deliberato di chiedere all’Amministrazione la sua sistemazione, tutto è rimasto lettera morta. Il Direttivo, investito della responsabilità di agire, ha scelto il silenzio. Un silenzio che pesa come un macigno sulle vite di chi non ha voce.

 

Una responsabilità collettiva che nessuno vuole assumersi

È troppo comodo scaricare ogni colpa sull’Amministrazione. Oggi la vera domanda è: che fine ha fatto il senso civico dei giovani rappresentanti? Dove sono finiti il coraggio, la passione, la voglia di cambiare le cose? La Consulta rischia di spegnersi nell’indifferenza, mentre pochi attivisti cercano disperatamente di tenere accesa una fiaccola che dovrebbe illuminare tutta la comunità.

Chi non è più disposto a lottare per i diritti dei giovani e dei minori, abbia la dignità di farsi da parte. La città ha bisogno di volti nuovi, di energie vere, di persone pronte a mettersi in gioco senza paura.

 

Cosa diranno domani i componenti della Consulta?

E cosa diranno domani, in campagna elettorale o in futuro, quei componenti della Consulta che in questi anni hanno scelto l’immobilismo? Quale giustificazione offriranno ai giovani che hanno affidato loro la rappresentanza? Come spiegheranno di aver lasciato morire lentamente un organismo nato per tutelare e dare voce a chi troppo spesso viene dimenticato?

Queste domande non sono retoriche: sono un monito severo a chi ha avuto il privilegio e la responsabilità di rappresentare i giovani di Milazzo. La storia e la comunità chiedono risposte, non silenzi o scuse.

 

Un monito che non può restare inascoltato

Milazzo non può permettersi di giocare con il futuro dei suoi figli. Ogni giorno che passa senza una risposta concreta è una sconfitta per tutti: per le istituzioni, per la Consulta, per la società civile. Se chi ha il dovere di agire continuerà a voltarsi dall’altra parte, sarà la storia a giudicare questa generazione di amministratori e rappresentanti.

Chi ha a cuore davvero il destino dei minori e dei giovani, si faccia avanti. Il tempo delle scuse è finito. Ora servono azioni, coraggio e responsabilità. Perché il futuro di Milazzo si costruisce oggi, nelle scelte – o nelle omissioni – di ciascuno di noi.

 

 

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