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Cronaca

La UILTRASPORTI Messina denuncia un atteggiamento di chiusura e silenzio dell’Atm davanti alle richieste dei lavoratori

A fronte di comunicazioni ufficiali e richieste puntuali di chiarimenti, la UILTRASPORTI sta organizzando un sit-in di protesta sotto il Comune di Messina

La UILTRASPORTI Messina denuncia con forza l’assoluta mancanza di risposte da parte dell’Azienda Trasporti Messina S.p.A. in merito alle gravi criticità operative e organizzative che stanno interessando sia il servizio di Trasporto Pubblico Locale (TPL), sia il fondamentale servizio di rimozione forzata.

A fronte di comunicazioni ufficiali e richieste puntuali di chiarimenti, l’azienda continua a mantenere un atteggiamento di chiusura e silenzio, aggravando ulteriormente una situazione già profondamente compromessa.

SENTENZA ESECUTIVA CONTRO ATM: RICONOSCIUTI DIRITTI NEGATI A UN LAVORATORE DAL 2015

La recente sentenza n. 1741/2024 del Tribunale di Messina – Sezione Lavoro, passata in giudicato il 27 marzo 2025, ha condannato ATM SpA (in liquidazione) a riconoscere il corretto inquadramento professionale a un dipendente, ingiustamente demansionato per anni. La qualifica di Collaboratore di Ufficio – parametro 175 del CCNL Autoferrotranvieri è stata finalmente riconosciuta, con corresponsione degli arretrati e reintegro presso la Direzione Tecnica dell’azienda.

Un contenzioso iniziato nel 2015, che si è concluso solo grazie alla tenacia del lavoratore e al sostegno della UILTRASPORTI, smascherando l’inefficienza e l’ostilità di una gestione aziendale che ha preferito alimentare uno scontro anziché riconoscere i diritti contrattuali e legittimi dei dipendenti.

“Se certe scelte gestionali le pagassero di tasca propria, certi dirigenti ci penserebbero due volte prima di calpestare la dignità dei lavoratori”, commenta Antonino Di Mento, Segretario Generale UILTRASPORTI Messina.
“È troppo facile sbagliare, danneggiare le persone e poi scaricare tutto sui conti dell’azienda.”

SERVIZIO RIMOZIONE FORZATA AL COLLASSO: ATM NON RISPONDE, MENTRE I CITTADINI SUBISCONO I DISSERVIZI

Dal 2 settembre al 5 ottobre 2025, ATM ha disposto unilateralmente il trasferimento di sei operatori dal servizio di rimozione forzata al TPL, riducendo la capacità operativa da 8 a soli 2 carro attrezzi.

Una scelta incomprensibile e gravemente lesiva:

Riduzione drastica delle rimozioni con ricadute economiche e gestionali per l’azienda;

Rischio concreto di mancato raggiungimento del target annuo (600 rimozioni), con perdita del premio di produttività per i lavoratori;

Violazione degli standard contrattuali previsti dal Comune di Messina;

Privatizzazione strisciante di un servizio strategico, con perdita di controllo pubblico.

Tutto questo mentre ATM non ha prorogato il contratto a 19 lavoratori interinali, lasciando scoperti settori chiave, e ignorando del tutto la prevedibilità del fabbisogno.

SERVIZI CITTADINI AL MINIMO: CORSE SOPPRESSE E UTENTI LASCIATI A PIEDI

La cittadinanza assiste, ormai quotidianamente, a soppressioni massicce di corse, comprese quelle bus sostitutive del tram attualmente sospeso per lavori. In data odierna, ben 16 linee risultano ridotte, coprendo da nord a sud l’intera città. ATM, pur consapevole dell’emergenza, si limita a tamponare con contratti a termine insufficienti.

“Non si può gestire un servizio pubblico con logiche emergenziali e decisioni improvvisate”, denuncia Francesco Macrì, Segretario Aziendale UILTRASPORTI.
“Chiediamo pianificazione strategica, trasparenza e rispetto per il lavoro.”

INIZIATIVE IN CANTIERE: SIT-IN SOTTO IL COMUNE PER DIRE BASTA

Di fronte al silenzio assordante dell’azienda e alla totale assenza di confronto, la UILTRASPORTI sta organizzando un sit-in di protesta sotto il Comune di Messina, per denunciare le azioni vessatorie del management e pretendere un intervento istituzionale che imponga trasparenza, rispetto dei contratti e tutela dei diritti dei lavoratori.

“Non resteremo in silenzio mentre i lavoratori vengono penalizzati e i servizi peggiorano. La misura è colma”, conclude Di Mento.
“Pretendiamo risposte. Se l’azienda non ci ascolta, ci rivolgeremo alle istituzioni e alla città intera.”

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