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Cronaca

Inchiesta sulla sanità siciliana

In alcuni casi il GIP non abbia inizialmente riconosciuto l’aggravante mafiosa, decisione contro la quale i PM hanno presentato ricorso

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Le recenti intercettazioni emerse nell’ambito dell’inchiesta sulla sanità siciliana (marzo 2026) hanno rivelato presunti finanziamenti illeciti per la campagna elettorale di esponenti politici locali. L’indagine, che coinvolge dirigenti regionali e imprenditori del settore sanitario, si concentra su un presunto scambio di favori e appalti truccati. Il boss Vincenzo Vetro è stato intercettato mentre affermava di aver finanziato la campagna elettorale di Ignazio Iacolino (dirigente del dipartimento pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute) e di Edy Tamajo (assessore regionale alle Attività Produttive). Nelle conversazioni registrate, il boss sostiene che i politici avrebbero dovuto ricambiare il sostegno elettorale agevolando le sue attività imprenditoriali nel settore sanitario. Tra gli indagati eccellenti figura anche l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, nelle cui abitazioni i ROS hanno sequestrato circa 80.000 euro in contanti durante le perquisizioni. Gli esponenti politici citati hanno finora respinto le accuse, negando qualsiasi legame illecito con esponenti della criminalità organizzata. La Procura contesta a vario titolo reati di corruzione e turbata libertà degli incanti, sebbene in alcuni casi il GIP non abbia inizialmente riconosciuto l’aggravante mafiosa, decisione contro la quale i PM hanno presentato ricorso.

foto archivio

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