Il Coordinamento Lavoratori Covid di Messina resta esterrefatto dell’ultima intervista del
Commissario dell’ASP di Messina, Dott. Bernardo Alagna.
Come cittadini, prima ancora che come precari, siamo stati abituati da tempo a vedere la
cosa pubblica maltrattata da chi è chiamato alla sua gestione. Leggiamo su organi di stampa
come i cittadini siano costretti a disagi particolarmente importanti nell’utilizzo di servizi come
quelli in Via del Vespro, problemi che il direttore Alagna liquida come “problemi di
mancanza di personale”.
Il fatto ovviamente non può che risultare inaccettabile a chi è stato appena mandato a casa
per “dichiarata inutilità”.
A ben vedere, però, questa condotta non ci sorprende. Infatti, non possiamo dimenticare
come lo stesso direttore Alagna avesse dichiarato che “tutto il comparto covid” fosse
“necessario” lasciando intendere che avrebbe trovato adeguato impiego nelle tante maglie
dell’azienda che richiedevano tale rinforzo. Solo pochi giorni dopo, lo stesso direttore, però,
si rimangiava quanto dichiarato pubblicamente e liquidava quasi tutte le categorie aprendo a
livello regionale il cd. “caso Messina”.
A fronte, infatti, di un rinnovo al 28 febbraio faticosamente ottenuto in Sicilia, solo l’Asp di
Messina decideva di mandare a casa questo “personale inutile”.
Per dovere di cronaca ricordiamo delle date importanti.
– Il 15 Gennaio: vengono cessati i contratti di quasi 200 lavoratori Covid tra cui gli “assistenti
amministrativi” che poi, alcuni giorni dopo, l’ASP di Messina delibera l’assunzione di “7
Assistenti Amministrativi” perché risultavano 13 posti vacanti.
– Il 3 Febbraio: vengono cessati tutti i contratti in essere del comparto Covid, tra cui quelli
degli “Informatici”, anche se “ritenuti indispensabili” sempre dall’ASP di Messina in
Commissione Sanità il 16 Gennaio.
– Nuovamente il 3 Febbraio: data della Delibera che esternalizza il lavoro svolto dagli
informatici del comparto Covid ad una Ditta esterna pagando quasi 100 Mila €!
Cara ASP di Messina deciditi: siamo inutili o siamo utili?
A Messina assistiamo quindi alla cessazione anticipata dell’intero comparto Covid quasi a
voler dire che, nella nostra Provincia, non conta né il volere del governo regionale né la
volontà del governo nazionale che nel frattempo, col “milleproroghe”, raccordava
legislativamente un chiaro indirizzo volto all’impiego e alla stabilizzazione del personale
“emergenza covid”.
A questo punto è lecito chiedersi: se non conta il governo nazionale e regionale su cosa si
basa l’indirizzo aziendale?
Chi lo ispira?
Ma soprattutto, come si può dichiarare “tutto e il contrario di tutto” nel breve spazio di
qualche settimana senza che nessuno della cd. “politica che conta” alzi la testa per restituire
un po’ di dignità (quella minima indispensabile), alla programmazione dei servizi territoriali in
un contesto tanto importante come quello sanitario?
Perché, per tutte le categorie, l’ingresso e la stabilizzazione passano “in automatico” mentre
per le posizioni tecniche e amministrative si parla sempre di selezioni?
Chi seleziona chi? … e perché sempre due pesi e due misure?
Va da sé che nessuno dei problemi e delle proteste che bersagliano oggi l’Asp sarebbe stato
rilevato se il personale amministrativo, tecnico e informatico, fosse stato utilizzato là dove ce
n’era bisogno, eppure si lascia la gente senza servizio e le persone a casa senza lavoro.
Solo a Messina, sempre a Messina, la Messina speciale che non merita rispetto per le
“persone” normali, utenti o precari che siano.
Il Coordinamento Lavoratori Covid di Messina











