Gli indagati per il tragico crollo sono: Alessandro Panarello e Pasquale D’Alì, e poi un professionista tecnico, l’ingegnere Pietro Leone, tra l’altro congiunto della famiglia Leone. Panarello è coinvolto nella vicenda in quanto aveva preso in affitto l’intero piano dell’edificio per la realizzazione di una macelleria, mentre il secondo è il titolare dell’impresa che era stata incaricata dell’ammodernamento dei locali. I reati contestati a tutti e tre sono l’omicidio colposo plurimo, il disastro colposo e la rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.










