Riportiamo, in ordine di arrivo, le numerose note di cordoglio della comunità socio-politica messinese:
Nota di cordoglio dell’on. Antonio De Luca sulla morte di Sara Campanella, ennesima vittima di femminicidio
Messina, 1 aprile – “Non esistono parole, solo dolore e sgomento per l’ennesima giovane vita strappata a questa terra da cieca e immotivata violenza. Non abbiamo ancora asciugato le lacrime versate per la morte di Lorena Quaranta, che un’altra giovane donna, un’altra ragazza, è stata ammazzata da un uomo che, secondo le prime ricostruzioni, aveva ricevuto un suo rifiuto. La giustizia farà il suo corso, ma non basta più. Serve altro, serve subito e deve arrivare dalle nostre famiglie, dalla scuola, dalla politica, dalla società tutta. Riposa in pace Sara”, dichiara in una nota il deputato messinese Antonio De Luca, Capogruppo all’ARS del MoVimento 5 Stelle
UDU, RETE DEGLI STUDENTI MEDI, NON UNA DI MENO MESSINA: “Doveva essere l’ultima. Un altro femminicidio.” oggi alle 18:30 a piazza Unione Europea per commemorare Sara e tutte le vittime di femminicidio
Si terrà oggi, martedì 1 aprile, alle 18:30 in piazza Unione Europea, il momento di commemorazione in onore di Sara Campanella, studentessa di UniMe scomparsa ieri, vittima di femminicidio, fenomeno che ancora una volta si dimostra una minaccia presente e costante sui quotidiani del nostro paese.
UDU Messina, Rete degli Studenti Medi e Non una di meno Messina lanciano l’appello:
“Doveva essere l’ultima. Per Sara per Tutte”.
“Ci uniamo al cordoglio dei famigliari e degli amici, oggi saremo in piazza per fare rumore, perché il silenzio ci ha stancato e non ci rappresenta” – dichiara Caterina La Rocca, coordinatrice della Rete degli studenti Messina – “Sara che è stata uccisa ieri pomeriggio nella nostra città il silenzio non lo merita. Vogliamo l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole e nelle università, ogni giorno abbiamo le prove di quanto sia importante e necessario educare i giovani e le giovani per sradicare la cultura patriarcale a partire dai luoghi di formazione. Tutte ci siamo dette possiamo essere io, le istituzioni e la società civile devono dimostrare una presa di coscienza collettiva. La lotta transfemminista non si può fermare, deve essere condivisa da tutti e deve essere intersezionale.
Greta Grasso, Unione degli Universitari delega alle questioni di Genere: “Avremmo voluto e abbiamo fatto richiesta, che le lezioni di oggi fossero state sospese per tutti i corsi. È necessario ricordare Sara, una ragazza poco più grande di me, che è stata uccisa in pieno pomeriggio in una zona di Messina in cui tutti passano per andare a scuola, all’università o perché ci abita.
Potevo essere io, potevamo essere tutte e non è accettabile, nè ci possiamo abbattere, la lotta deve continuare, per delle aule e universitarie sicure”
Nota stampa senatore Germanà (commissario Lega Sicilia)
“Un’altra giovane vita stroncata. Una morte assurda e inaccettabile, per la quale porgo le mie condoglianze alla famiglia della vittima, per quanto consapevole dell’inutilità delle parole di fronte a un dolore del genere”. Così il senatore Nino Germanà, commissario della Lega in Sicilia, sull’omicidio della studentessa di Misilmeri Sara Campanella. “Nonostante lo stordimento provocato dallo strazio, vorrei ringraziare le forze dell’ordine, che in poche ore sono riuscite a individuare e fermare il presunto assassino. Alla famiglia della vittima, ancora una volta, il nostro più sincero cordoglio e un impegno: continueremo a lavorare sulla formazione etica dei giovani per insegnare loro il rispetto per la vita altrui”.
Unime , Giovedì 3 aprile fiaccolata in ricordo di Sara Campanella
“Sara Campanella era giovane e piena di vita, progettava il proprio futuro e non immaginava certo di morire così. Anche se in questi casi le parole non servono, ci stringiamo alla sua famiglia, travolta da un dolore assurdo quanto inaspettato”.Così il gruppo Lega Messina, sull’omicidio della studentessa di Misilmeri Sara Campanella. “Fatti atroci come questa giovane vita spezzata dalla brutalità di chi non accetta un no come risposta, ci impongono di lavorare ancora di più sulla prevenzione della violenza e sul rispetto dovuto agli altri. Noi consiglieri della Lega siamo vicini ai familiari della vittima, con il nostro più sincero cordoglio”.
La scomparsa di Sara Campanella, un orrore ripetuto. Interviene il Movimento “Partiamo da Qui”
Un altro femminicidio, un altro nome da aggiungere a una lista che non smette di crescere. La tragica fine di Sara Campanella riaccende il dibattito sulla violenza di genere in Italia, mentre il Movimento “Partiamo da Qui” chiede azioni concrete per fermare questa strage.
Messina 1/04/2025 – Le segnalazioni agli amici, le minacce, la paura, lo stalking. Poi l’ultimo incontro. E infine le urla: disumane, spezzate dall’ultimo fendente. Un orrore che si ripete sempre allo stesso modo. Dopo lo sgomento iniziale, il silenzio. Tra poche settimane, tutto sarà dimenticato. E la storia si ripeterà. Un problema socioculturale, senza distinzione di età o di territorio. È fondamentale promuovere un cambiamento culturale e implementare programmi educativi per prevenire tutte le violenze. La recente sentenza del Tribunale Penale di Modena, che ha concesso attenuanti a Salvatore Montefusco per “motivi umanamente comprensibili” e “stato psicologico di profondo malessere” ha suscitato indignazioni e accesi dibattiti. Una decisione, quella del Tribunale di Modena, che solleva gravi interrogativi su come la giustizia continui a interpretare la violenza sulle donne. Il caso della giovane Sara Campanella, come del resto quello di Lorena Quaranta avvenuto esattamente cinque anni fa, pesa sulla coscienza di tutti ma, inevitabilmente, verrà messo da parte tra poche settimane. Secondo i dati del Ministero dell’Interno (ANSA.it), tra l’1 gennaio e il 3 novembre 2024 sono state uccise 96 donne; tra queste 82 donne sono state uccise in contesti familiari o affettivi, mentre 51 da partener o ex partner. L’XI Rapporto Eures (ANSA.it) indica che dall’1 gennaio al 18 novembre 2024 sono state uccise 99 donne, con un aumento significativo delle vittime over 65, che rappresenta il 37,4% del totale. Dati allarmanti che necessitano di interventi urgenti, non soltanto giuridici.
Su questo proposito interviene il Presidente del Movimento Politico Culturale “Partiamo da Qui” Ninni Petrella:
«Non ci sono parole per raccontare l’orrore che ha colpito Sara e la sua famiglia! Ogni volta che una vita viene spezzata in questo modo, non è solo un delitto contro la persona, ma contro tutta la società. Come Movimento, chiediamo con forza che vengano rafforzate le misure di tutela nei confronti delle donne vittime di attenzioni indesiderate, stalking e minacce. Non possiamo più limitarci al cordoglio. Servono azioni immediate: misure di protezione più efficaci, pene certe per i persecutori, educazione sentimentale nelle scuole fin dall’infanzia e un sistema di aiuto concreto per le vittime. A nome di tutto il gruppo di “Partiamo da Qui”, esprimo la nostra vicinanza alla famiglia Campanella e alla comunità universitaria messinese. Oggi, anche Sara è diventata il simbolo di ciò che non possiamo più permettere accada».
Come Sara Campanella e Lorena Quaranta, altre donne hanno smesso di essere vita diventando simboli. Giulia Cecchettin, Giulia Donato, Martina Scialdo. E, ancora, facendo riferimento soltanto al 2025, possiamo ricordare Eliza Stefania Feru, Maria Porumbescu, Sabrina Baldini Paleni, Cinzia D’Aries ed Eleonora Guidi. La lista è già lunga.
“Partiamo da Qui” continua il proprio impegno culturale e politico per promuovere una società basata sul rispetto, sulla consapevolezza e sulla lotta attiva a ogni forma di violenza, verbale o fisica, psicologica o sociale. Basta più simboli, promuoviamo il rispetto.
La Comunità di Sant’Egidio
Per questo la Comunità di Sant’Egidio invita a pregare per Sara, e per tutte le donne vittime di femminicidio e di ogni forma di violenza.Mercoledì 2 aprile 2025, alle ore 19:30, presso la Chiesa di San Giuseppe, Via C. Battisti, 109 – Messina.
RETE ZEROMOLESTIE SINALP OMICIDIO SARA CAMPANELLA UN TREND DISTRUTTIVO DI VIOLENZA
La Rete Zeromolestie Sinalp denuncia la Violenza verso le donne, ormai Tragedia Nazionale, che purtroppo continua a ripetersi senza alcun segnale di interruzione.
Una ragazza, una donna, è stata vigliaccamente uccisa, Sara Campanella è stata sgozzata da un criminale, un animale che con il suo gesto vigliacco ha spento i sogni, le speranze di una giovane donna che si affacciava alla vita con il sorriso e la voglia di fare.
Ma Sara Campanella purtroppo è solo l’ultima e l’ennesima vittima di una strage maledetta portata avanti in nome di un sentimento malato che impazzisce, per un rifiuto o per gelosia, e si trasforma in una furia assassina producendo lutti e spargendo dolore come una vera e propria macchina da guerra.
Una guerra che prima di finire di dominio pubblico nasce nelle case, nei luoghi di lavoro, dentro le famiglie che dovrebbero essere il luogo più sicuro e il più protetto e invece diventa il più pericoloso.
Ormai si viaggia verso il triste primato di una vittima ogni due giorni.
Il paese intero è costretto ad inseguire le storie e gli eventi dei tanti maltrattamenti e femminicidi, si indigna, e denuncia questo vile accanimento, ma il fenomeno non vuole regredire.
Noi tutti ci chiediamo qual’è allora l’Italia vera, quella dell’amore, che ci propinano giornalmente le varie illusorie trasmissioni di intrattenimento televisive dove le donne sono libere di scegliere, o quella delle tante case prigione in cui si trovano a vivere in un dato momento della loro vita?
Questa è una storiaccia che riguarda tutti noi da vicino, perché ci dice come, in realtà, siamo nel profondo della nostra anima.
Sono decine i casi di violenza silenziosa e quotidiana che si consumano nel rapporto tra coppie, e ci auguriamo sempre che questi carnefici non rappresentino assolutamente gli uomini nella loro interezza.
Arrestare questa carneficina giornaliera è compito emergenziale delle istituzioni e dell’intera collettività che non possono e non debbono rimanere inermi testimoni mentre le donne pagano con la vita il prezzo di un amore sbagliato o non ricambiato.
Istituzioni che probabilmente in questi anni non hanno fatto quanto era necessario per fermare questa mattanza, per noncuranza o peggio per palese negligenza e disinteresse.
La Rete Zeromolestie Sinalp da tempo si batte con le Istituzioni affinchè siano promosse iniziative reali e concrete contro questa violenza.
Bisogna agire nelle scuole, iniziando dalle elementari, per far capire ai nostri ragazzi la bellezza della vita, il diritto di poter scegliere il proprio compagno o compagna.
Non vogliamo che la mancanza di un’attenzione concreta da parte del Governo Nazionale sulla corretta crescita psicologica e sociale dei nostri giovani, si trasformi nello strumento di violenza che sta mietendo tantissime vittime, troppe vittime.
Il Presidente Rete Zeromolestie Sinalp OdV Dr. Andrea Monteleone
Nota dell’Azione Cattolica diocesana
Sara, il tuo nome rimbomba nella mente. Il cuore pulsa rabbia, tristezza, impotenza eppure mancano le
parole per dire tutto questo. Ogni parola sembra perdere la sua forza generativa dinanzi al dolore per
una giovane vita strappata alle cinque del pomeriggio, sulle nostre strade, alla fermata dell’autobus dove
ogni giorno sostano numerose persone.
Sara, nel tuo nome sono racchiuse le lettere che compongono milioni di altri nomi di ragazze, donne,
figlie, madri le cui vite sono state ferite, straziate, dilaniate da chi continua a credere che l’amore abbia
a che fare con il possesso, con il controllo e la sopraffazione; di chi continua ad affermare la propria
virilità come mezzo violento di affermazione e distruzione. È responsabilità di tutti, se vogliamo vivere
una vita buona insieme agli altri, reimparare la grammatica della relazionalità, rieducarci alle parole
dell’amore e della libertà, dire con forza che la violenza che vorrebbe ridurre l’altro ad un oggetto nelle
nostre mani ha solo la maschera dell’amore ma non la sua essenza, ribadire ovunque la sacralità di ogni
vita umana. Il ricorso alla violenza dell’appropriazione è sempre una profanazione dell’amore bello,
pieno e libero.
Sara, i tuoi sogni sono anche i nostri, la freschezza della tua giovinezza è anche la nostra, la voglia di
progettare il futuro e di studiare con passione è la nostra, così come il desiderio profondo di amare ed
essere amati. Sogniamo la gentilezza e la tenerezza, l’educazione e il rispetto, la sensibilità e l’empatia,
il confronto pacifico e la comprensione reciproca. Sogniamo un amore come dono di sé perché l’altro
abbia la vita e una vita piena, bella e accogliente così come, a ventidue anni, avrebbe dovuto essere la
tua.
La violenza lascia sempre senza fiato, l’efferatezza di un gesto non può passare mai inosservata anzi
sente il bisogno di farsi protagonista, di passare sotto gli occhi di tutti, di essere da tutti guardata,
costringe a fermarsi, se vogliamo restare umani. Non ci sentiamo di usare la parola “banalità”, perché
la fine di Sara continua a dirci quanto la cultura patriarcale sia endemica e radicata, con radici robuste
che si diramano in ogni terreno: da quello familiare a quello lavorativo, passando per quello scolastico
e universitario. Purtroppo non restano fuori i contesti educativi nei quali l’attenzione all’affettività, alle
relazioni di equilibrio, alla parità di genere dovrebbe essere prioritaria sia in termini teorici, sia in azioni
pratiche del quotidiano.
Interroghiamoci, dunque, sull’apporto che ciascuno di noi dà al miglioramento di certi costrutti culturali;
non pensiamo di essere arrivati ad un traguardo perché la morte di Sara ci ammonisce, nessuno escluso.
L’Azione Cattolica diocesana si fa vicina ai genitori e ai parenti tutti della giovane Sara, rinnovando il
suo impegno educativo nella promozione di atteggiamenti dialoganti che ostacolino il diffondersi di
episodi di violenza di genere, negli ambiti e nei contesti in cui viviamo.
Il Consiglio Diocesano di Azione Cattolica










