Il dibattito nel salotto buono della città, l’agorà dei messinesi, si è acceso nel fine settimana attorno al vivace faccia a faccia tra il giornalista Emilio Pintaldi e il sindaco Federico Basile. Durante la trasmissione Scirocco su RTP, a innescare la scintilla è stata la domanda del conduttore sulle ventilate dimissioni del primo cittadino: un quesito che ha scatenato la reazione piccata della fascia tricolore, che ha contestato tempi e modi di quella che ha percepito come un’imboscata mediatica.
In questa contesa, appare sterile una contrapposizione manichea: la realtà è più sfumata e complessa. Entrambe le parti rivendicano, dal proprio osservatorio, una porzione di ragione:
Pintaldi rivendica il diritto-dovere di informare su una scelta che avrebbe ripercussioni dirette su un territorio provinciale già prostrato dal recente ciclone Harry.
Basile stigmatizza una domanda posta “in zona Cesarini” all’interno di uno speciale dedicato all’emergenza maltempo, leggendovi un intento provocatorio e decontestualizzato.
Tuttavia, placatosi il clamore, il nodo politico resta: l’ipotesi di una chiusura anticipata della consiliatura rimane un’incognita irrisolta.
La parabola politica di Basile affonda le radici in un episodio quasi leggendario: la ricerca “diogeniana” di un successore da parte dell’istrionico Cateno De Luca. Fu un’intuizione notturna del leader a investire l’allora Direttore Generale della candidatura a sindaco. Un binomio, quello tra l’anima tecnica di Basile e la visione di De Luca, che ha finora garantito continuità amministrativa e un miglioramento dei servizi essenziali, pur tra fisiologiche contestazioni.
Ciò che oggi sembra mancare alla città non è tanto la stabilità, quanto un respiro strategico. Messina attende una visione che ne valorizzi la vocazione naturale nell’Area dello Stretto, attraverso un piano di rilancio socioeconomico capace di generare attrattività e occupazione per le nuove generazioni.
In quest’ottica, il tema delle dimissioni appare come un elemento marginale, confinato alle liturgie della politica. Basile, pur titolare della scelta finale, si muove inevitabilmente lungo il solco di una dialettica di squadra, sotto l’egida di un leader indiscusso come De Luca. Sarà la coalizione, in ultima istanza, a decidere tempi e modi della prossima sfida elettorale.
Lillo Zaffino










