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Cronaca

Caso siti sessisti, la solidarietà e la condanna del Coordinamento donne e della Cgil Messina

Anche cittadinemessin esi, sono state coinvolte, a loro insaputa, nel caso delle foto “rubate e pubblicate nei siti sessisti”

Nell’apprendere la notizia che anche cittadine
messinesi, sono state coinvolte, a loro insaputa, nel caso delle foto
“rubate e pubblicate nei siti sessisti” il Coordinamento donne, insieme
alla Cgil Messina, esprime solidarietà a loro e a tutte le donne
coinvolte nei casi dei siti virtuali, pubblici e privati, dove si attua
la pubblicazione e lo scambio delle loro immagini, a scopo illegale e
senza averne il consenso.
“Se viene colpita una di noi ci sentiamo colpite tutte, e la rete di
solidarietà è fondamentale per sostegno e per continuare il percorso,
già intrapreso da tanti anni, per abbattere queste e tutte le forme di
violenza di genere. Le domande che ci poniamo, oltre a quante donne sono
state coinvolte e soprattutto quanti uomini sono partecipi in queste
vicende, è: come i percorsi che attuiamo, possano essere davvero
efficaci, contro ogni tipo di violenza di genere, dal punto di vista
culturale, sociale e concreto”, dichiara la responsabile del
Coordinamento e segretaria confederale Marcella Magistro.
“Aver portato alla luce l’esistenza di queste realtà, che purtroppo sono
diffuse da molti anni, in diversi ambiti sociali, ci porta alla
riflessione che per la difesa dei diritti delle donne, non può bastare
l’esistenza e l’applicazione di leggi contro la violenza di genere e, in
questo caso, contro la diffusione illecita di immagini o video, ma
serve, soprattutto, continuare quei percorsi di informazione e
formazione necessari al cambiamento culturale, da parte di tutta la
società civile, per riconoscere le forme di violenza e agire insieme per
combatterle”, dice il segretario generale della Cgil Messina Pietro
Patti.
Il Coordinamento donne e la Cgil Messina ribadiscono come sia importante
agire e mettere in campo tutte le azioni contro una modalità culturale
che conferma la violenza di genere ancora in atto nella nostra società
attuale. L’appello a chi scopre di essere coinvolta in una di queste
pratiche violente è quello di parlarne, con le persone vicine, con i
centri antiviolenza, con i coordinamenti donne, con gli organi preposti,
in modo che si possano attuare quei protocolli di ascolto, denuncia,
difesa e sicurezza per poter garantire ogni tutela e sostegno.

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