MESSINA ( 11 giu ) – “Se non ma fai, t’ammazzu” sono le parole in dialetto messinese, facilmente comprensibili nel loro significato in tutta Italia dove ormai il fenomeno della violenza contro la classe medica è dilagante. L’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Messina stigmatizza ancora una volta il terribile episodio avvenuto nel reparto di Psichiatria del Policlinico universitario di Messina “Gaetano Martino”, denunciato prontamente alle Forze dell’Ordine. “Il medico è stato prima intimato a redigere un certificato utile all’aggressore – spiega il presidente dell’Ordine Giacomo Caudo – poi minacciato di morte e, solo grazie alla presenza di un impiegato, è riuscito a scampare al tentativo di contatto fisico. Siamo costretti a ricordare che ormai la violenza contro medici e operatori sanitari è un’emergenza sociale e le azioni messe in campo dalle istituzioni non sono evidentemente sufficienti, bisogna fare di più e meglio. L’operazione è prima di tutto culturale e sociale: deve passare dalla famiglia, dalla scuola, dalle università e poi attraverso una serie di strategie che possono quantomeno ridurre il rischio di incolumità per chi sposa la missione medica e ha diritto di lavorare serenamente”.
La solidarietà del sindaco Basile
“Mi unico con fermezza al coro di condanna per la vile aggressione subita da un medico del Policlinico “G. Martino” di Messina. Si tratta di un gesto intollerabile che colpisce un professionista mentre svolge il proprio lavoro e che, purtroppo, si inserisce in un quadro sempre più preoccupante di violenza ai danni del personale sanitario”.
Lo dichiara il sindaco di Messina Federico Basile, che aggiunge: “A nome mio e dell’intera Amministrazione comunale, esprimo la più sentita solidarietà al medico aggredito, a tutto il personale sanitario e alla direzione dell’Azienda ospedaliera universitaria. A loro va il nostro sostegno e la nostra vicinanza”.
Nella foto: il presidente dell’Ordine dei medici di Messina Giacomo Caudo.










