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Violazioni ambientali e di natura contrattuale contestate dalla Corte dei Conti al progetto del Ponte sullo Stretto

Il progetto non rispetterebbe la direttiva comunitaria “Habitat”, ma il governo ha ribadito la volontà di procedere con l’opera, ritenendo le osservazioni superabili

La Corte dei Conti ha recentemente negato il visto di legittimità e la registrazione degli atti relativi al progetto del Ponte sullo Stretto, evidenziando diverse violazioni e criticità, in particolare di natura ambientale e contrattuale.
Le principali violazioni e motivazioni del “no” della Corte dei Conti includono:
Violazione delle direttive UE sull’habitat naturale: Il progetto non rispetterebbe la direttiva comunitaria “Habitat” (92/43/CE) relativa alla conservazione degli habitat naturali e semi naturali, una delle criticità principali sollevate dai giudici contabili.
Modifiche contrattuali significative: Sono state riscontrate modifiche sostanziali al contratto originario (del 2006) con il contraente generale (Eurolink, guidato da Webuild/Impregilo) senza le dovute procedure, come l’indizione di una nuova gara d’appalto.
Mancato parere dell’ART: Non è stato ottenuto il necessario parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) sul piano tariffario previsto per l’opera.
Piano economico-finanziario non sufficientemente fondato: Il piano economico-finanziario è stato giudicato privo di adeguate fondamenta.
Queste criticità hanno portato la Sezione centrale di controllo di legittimità della Corte dei Conti a non ammette al visto la delibera del CIPESS (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile) che approvava il progetto definitivo. Nonostante la posizione della Corte, il governo ha ribadito la volontà di procedere con l’opera, ritenendo le osservazioni superabili.
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