“La Relazione del Sindaco è un fallimento politico: cittadini traditi e tartassati”. In occasione della discussione in Consiglio Comunale sulla Relazione Annuale del Sindaco Giuseppe Cavallaro, il Consigliere di opposizione Roberto Saia ha espresso una ferma condanna sull’operato dell’Amministrazione del Comune di Villafranca Tirrena.
Secondo Saia, il documento nasconde un profondo fallimento politico, mascherando dietro a presunti successi una serie di gravi inefficienze pagate a caro prezzo dalla cittadinanza.
“La sua attività amministrativa si basa su un grande fallimento politico… Di ‘coerenza’, per dirla con il suo spot elettorale, c’è l’attaccamento alla poltrona. Di ‘concretezza’ c’è che tale attaccamento lo pagano i cittadini. E a caro prezzo.”
Il Consigliere Saia ha smascherato la narrazione del Sindaco riguardo al Piano di Riequilibrio. “Lontano dall’essere un successo, il PdR si è reso necessario per coprire circa 7 milioni di euro di debiti accumulati proprio dalla classe politica che amministra ininterrottamente il paese da almeno 25 anni. Per centrare questo traguardo, le tasse sono state mantenute al livello massimo possibile fin dal 2018. Anche il contributo regionale, sbandierato come vittoria strategica, è in realtà un aiuto concesso a tutte le amministrazioni in pre-default, costituito da fondi vincolati al ripianamento dei debiti e preclusi a veri investimenti per la comunità”.
Particolarmente critica è la gestione del Parco degli Ulivi, definita da Saia “un disastro”. A causa di scelte scellerate risalenti al 2004 e della successiva mancanza di controlli adeguati sui canoni, il Comune si è trovato costretto a sborsare circa 1 milione e duecentomila euro per onorare una fideiussione, al solo fine di rientrare in possesso di un bene che gli apparteneva. “All’anima dell’obiettivo raggiunto”, ha commentato ironicamente il Consigliere.
Sulla stabilizzazione dei lavoratori precari, il Consigliere rincara la dose: “Altre amministrazioni avevano stabilizzato buona parte dei lavoratori già nel 2022. Dovreste chiedere scusa per aver ritardato oltre il pensabile la stabilizzazione di lavoratori che hanno tenuto in piedi i servizi del Comune”.
Sul fronte sociale, Saia denuncia un totale silenzio sul diritto allo studio, evidenziando le difficoltà delle famiglie costrette a recarsi fuori paese per i libri scolastici e ad attendere anni per i rimborsi, diversamente da quanto garantito dai comuni limitrofi.
Il Consigliere ha puntato il dito anche sullo stato di degrado in cui versano le infrastrutture pubbliche, dalla “maculata Piazza Dante”, vittima di una nuova colata di cemento, all’incuria di Villa Falcone e Borsellino e al cosiddetto “lungoruggine” (Lungomare Cristoforo Colombo).
A ciò si aggiungono le strutture ancora chiuse del Centro Direzionale, del Museo della Medicina e del Castello Di Bauso.
Eclatante e vergognosa la gestione dell’emergenza idrica, che ha lasciato i rubinetti a secco nel borgo di Castello per oltre una settimana costringendo i residenti a dipendere dalle autobotti, una crisi minimizzata dall’Amministrazione sui social.
Infine, un richiamo fortissimo alla legalità. Nel paese in cui fu assassinata Graziella Campagna, l’Amministrazione ha taciuto sul tema, dimenticando perfino le promesse del programma elettorale: “Creeremo un’oasi sociale nei terreni confiscati alla mafia di via Leonardo Sciascia”, si leggeva nel patto del 2022. Un impegno di cui non si è saputo più nulla, evidenziando un silenzio ritenuto inaccettabile.
Roberto Saia ha concluso ammonendo severamente la Giunta sulle promesse irrealizzabili per i restanti mesi di mandato: “Sognare non costa nulla. È la dura realtà dei cittadini che rappresenta un prezzo molto alto da pagare”.










