
“La Uil e la Uil Fp di Messina denunciano con estrema preoccupazione la gravissima situazione che si è venuta a creare nelle aziende sanitarie della provincia di Messina relativamente al servizio di Anatomia Patologica, presidio essenziale e strategico per la tutela della salute pubblica e, soprattutto, per i percorsi diagnostico-terapeutici dei pazienti oncologici. L’Anatomia Patologica rappresenta una branca specialistica fondamentale della medicina che è indispensabile per lo studio delle malattie attraverso l’esame macroscopico degli organi e quello microscopico dei tessuti e delle cellule. Dai referti istologici e citologici dipendono diagnosi, interventi chirurgici, trattamenti oncologici, prognosi e percorsi terapeutici. In tale contesto, il fattore tempo e, quindi, il ferreo rispetto delle scadenze di refertazione previsti dai TAT (Turnaround Time) costituisce un elemento imprescindibile di efficienza sanitaria e civiltà assistenziale che, in molte circostanze, può letteralmente salvare la vita ai pazienti coinvolti.
Ritardi nelle diagnosi significano ritardi nelle cure e nei percorsi oncologici il tempo può drammaticamente rappresentare la differenza tra la vita e la morte. Pertanto, è inaccettabile che l’unica Unità Operativa di Anatomia Patologica che continua a garantire attività, anche per gli utenti esterni, oltre che per tutti i presidi dell’Asp di Messina, é quella del Presidio Ospedaliero di Taormina: un avamposto che, in maniera solitaria, deve sostenere un carico di lavoro sempre crescente ed insostenibile. Infatti, sembrerebbe che le rimanenti aziende sanitarie messinesi — A.O. Papardo, Irccs Neurolesi e A.O.U. Policlinico “G. Martino” — hanno progressivamente sospeso l’attività per gli esterni, determinando un progressivo svuotamento del servizio sanitario pubblico.
Le aziende sanitarie messinesi stanno inviando i campioni biologici presso strutture sanitarie di altre province, addirittura fino a Caltagirone, con i gravissimi rischi legati alla tempistica della consegna dei referti, nonché con inevitabili aggravi economici, logistici ed organizzativi. Una situazione assurda, vergognosa e mortificante per i cittadini della città metropolitana di Messina, storicamente sede di importanti eccellenze sanitarie e universitarie. Il risultato di questo disastro causato da scelte scellerate è sotto gli occhi di tutti: i pazienti che hanno le possibilità economiche sono costretti a rivolgersi alle strutture private per ottenere risposte diagnostiche in tempi accettabili, mentre tutti gli altri pazienti meno abbienti sono costretti ad attendere tempi inaccettabili e, in molti casi, incompatibili con l’urgenza di eventuali cure salva-vita da effettuare. Una situazione odiosa che sfregia la coscienza collettiva e che non può essere tollerata” lo hanno dichiarato Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina, e Livio Andronico, segretario generale Uil Fp Messina.
“Prosegue, pertanto, il nefasto disegno che punta alla demolizione della sanità pubblica e alla strisciante e progressiva privatizzazione della sanità, nella quale il privato rischia di diventare sostitutivo del servizio pubblico. Tutto ciò è inaccettabile e non è più ammissibile assistere passivamente allo smantellamento di servizi essenziali, mentre i cittadini continuano a pagare sulla propria pelle il prezzo di opzioni politiche sbagliate, di scelte gestionali errate, di ritardi organizzativi caratterizzati dall’assenza di programmazione. Chiediamo, pertanto, un immediato
intervento dell’assessorato regionale della Salute finalizzate a ripristinare con estrema urgenza le attività di Anatomia Patologica in tutte le strutture sanitarie della provincia di Messina, nonché ad effettuare urgenti verifiche ispettive sulle criticità che insistono nei servizi di Anatomia Patologica delle aziende sanitarie messinesi.”
“In tal senso, è indispensabile comprendere le reali condizioni operative delle unità interessate, il numero degli esami esternalizzati, i relativi costi sostenuti dalle aziende pubbliche, i tempi effettivi di refertazione e quali sono le carenze di personale medico, tecnico e amministrativo. Il disastro che stiamo denunciando necessita interventi urgenti per salvare la sanità pubblica, per garantire ai cittadini-utenti il diritto alla salute e a cure tempestive, efficienti e dignitose, nonchè per restituire la doverosa centralità alla sanità pubblica, ai lavoratori dell’area del comparto e della dirigenza. Messina non può continuare a subire penalizzazioni e a perdere pezzi fondamentali della sanità pubblica nell’assordante, complice e criminogeno silenzio generale. In questo scenario assistiamo ad un lassismo generalizzato nella gestione della sanità messinese che, tra l’altro, sta anche paralizzando urgenti procedure concorsuali in un clima di lotte intestine e in assenza delle previste figure manageriali apicali, manca da oltre quattro mesi il Direttore generale del Policlinico, il Direttore sanitario al Papardo e il direttore amministrativo presso l’Irccs Neurolesi. Una situazione surreale che ha come conseguenza il caos sanitario, la contrazione dei servizi all’utenza e l’assenza di programmazione che impedisce il raggiungimento di obiettivi strategici. La Uil e la Uil Fp comunicano che porteranno avanti, senza sosta, una forte mobilitazione per salvare la sanità pubblica messinese“ hanno così concluso Ivan Tripodi e Livio Andronico.”
Messina, 10 giugno 2026 L’Ufficio Stampa










