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Sull’ex Città del Ragazzo, il candidato sindaco Macello Scurria chiede chiarimenti

Quale quota dei 55 milioni complessivi è stata effettivamente spesa e rendicontata sul PNRR e quale quota, invece, è stata riprogrammata su altre fonti di finanziamento

“Le dichiarazioni del vicesindaco metropolitano Santoro, più che chiarire lo stato del progetto sull’ex Città del Ragazzo, pongono una questione che richiede chiarezza su due piani distinti: la sorte dei fondi PNRR originariamente assegnati e l’eventuale riprogrammazione dell’intervento su altre fonti finanziarie”. Lo dichiara il candidato sindaco Macello Scurria che specifica quanto segue:
“Gli interventi inseriti nei Piani Urbani Integrati del PNRR sono vincolati al raggiungimento di specifici target di avanzamento e rendicontazione entro il 31 marzo 2026. Se tali obiettivi non vengono conseguiti, le risorse non possono più essere rendicontate sul PNRR e l’intervento esce dal relativo perimetro finanziario.
Nel comunicato si afferma che il completamento dell’opera è previsto al 31 dicembre 2027. Una scadenza che, per definizione, non è compatibile con il cronoprogramma del PNRR. Questo significa che è necessario chiarire in modo esplicito quale sia oggi la reale configurazione finanziaria dell’intervento.
Il progetto complessivo sull’area dell’ex Città del Ragazzo vale 55 milioni di euro. Se una parte delle risorse è stata effettivamente utilizzata nell’ambito del PNRR e la restante parte è stata riprogrammata su altre fonti nazionali, è doveroso indicarlo con precisione.
La domanda è molto semplice – continua Scurria – e riguarda la trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche: quale quota dei 55 milioni complessivi è stata effettivamente spesa e rendicontata sul PNRR e quale quota, invece, è stata riprogrammata su altre fonti di finanziamento? Se esiste una riprogrammazione su fondi nazionali o su altre risorse pubbliche, è necessario indicare quali siano tali fondi e quali atti amministrativi – decreti, delibere o provvedimenti – abbiano disposto la riallocazione delle somme. Inoltre – aggiunge Scurria  – appare doveroso specificare che non stiamo stati noi ad allarmare le associazioni. Semmai abbiamo ascoltato le loro preoccupazioni. La Città Metropolitana, infatti, non ha riposto a due pec con le quali si chiedevano  chiarimenti e possibilità di partecipare al progetto scientifico. Questioni giustamente sollevate da soggetti portatori degli interessi dei disabili”

 

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