In seguito ai recenti episodi di violenza nei pronto soccorso del Policlinico di Messina e dell’Ospedale Papardo, dove due infermieri sono state aggrediti, torna al centro del dibattito la questione della sicurezza del personale sanitario, in particolare durante i trasporti in Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO).
A sollevare il problema è il Consigliere Nunzio Signorino, che, oltre al suo incarico politico, è dipendente della SEUS 118 con la qualifica di autista/soccorritore. In una nota ufficiale, Signorino esprime forte preoccupazione per le condizioni di sicurezza del personale sanitario impegnato nei trasporti di pazienti psichiatrici, spesso lasciati soli a gestire situazioni ad alto rischio.
Un Protocollo da Rivedere
Attualmente, il trasferimento di pazienti sottoposti a TSO, anche fuori provincia, viene effettuato da ambulanze con a bordo autisti/soccorritori e un medico, accompagnati, nei casi previsti, da una scorta esterna della polizia municipale. Tuttavia, come sottolinea il Consigliere Signorino, questa procedura presenta gravi criticità:
1. Assenza di Personale di Sicurezza a Bordo: Gli agenti di scorta, infatti, non salgono sull’ambulanza, lasciando medico e soccorritori senza alcun supporto diretto in caso di comportamenti aggressivi del paziente.
2. Rischio per il Personale Sanitario: Soccorritori e medici non hanno strumenti né formazione per contenere fisicamente un paziente in escandescenza e non possono adottare misure di autodifesa.
3. Tempi di Reazione Inadeguati: In caso di emergenza, l’intervento della pattuglia di scorta risulta lento e inefficace, data la necessità di fermare il mezzo e accedere all’interno dell’ambulanza.
La Richiesta di Signorino: Agenti di Polizia a Bordo delle Ambulanze
Il Consigliere Nunzio Signorino chiede con forza una revisione dei protocolli operativi per garantire maggiore sicurezza al personale sanitario. Tra le proposte avanzate:
Obbligo di presenza di almeno un agente di polizia a bordo dell’ambulanza durante il trasporto di pazienti psichiatrici sottoposti a TSO.
Intervento immediato in caso di crisi: la presenza di un agente permetterebbe di contenere il paziente, consentendo al medico di somministrare eventuali sedativi in sicurezza.
Tutela per tutti i soggetti coinvolti, proteggendo sia il personale sanitario che il paziente stesso.
“Non è accettabile lasciare soli medici e soccorritori in situazioni di rischio così elevato – afferma Signorino – Servono interventi immediati per garantire la sicurezza di chi ogni giorno opera in prima linea per la salute pubblica.”
Un Appello alle Istituzioni
Il Consigliere Signorino chiede l’intervento delle autorità competenti, sollecitando un confronto tra Regione, SEUS 118, Prefettura e Forze dell’Ordine per aggiornare i protocolli di sicurezza nei trasporti TSO.
In un momento in cui le aggressioni al personale sanitario sono in aumento, l’appello è chiaro: non si può più aspettare. Garantire la sicurezza di chi lavora per salvare vite deve essere una priorità assoluta.











