Come è ormai ben noto, le malattie oncologiche oltre a rappresentare una forte e dolorosa
piaga sociale costituiscono una imponente voce di spesa del servizio sanitario regionale. Una
parte preponderante di tale spesa è utilizzata per rimborsare le spese sanitarie oncologiche
fuori regione, per i cosiddetti viaggi della speranza.
La regione Siciliana, al fine di diminuire tali spese sanitarie ed anche per attenuare i disagi ai
cittadini utenti ed alle loro famiglie, ha posto tra i principali obiettivi da raggiungere da parte
delle aziende sanitarie, la riduzione della migrazione extraregionale attraverso l’organizzazione
della rete oncologica.
Ciò premesso, in merito alla inaccettabile soppressione dei posti letto di oncologia, l’azione
amministrativa dell’azienda ospedaliera Papardo che sembrerebbe essere stata concordata con
l’assessorato regionale della salute, appare fortemente in contrasto con l’attuale rete
ospedaliera, approvata con D.A. 629 del 31 marzo 2017, che per la suddetta unità operativa
prevede n. 12 posti letto, incardinandoli nel modello organizzativo della rete oncologica della
provincia di Messina.
Purtroppo, ancora una volta si sta consumando un grave danno alla salute dei cittadini, con
l’assordante e complice silenzio della classe politica messinese.
Appare, inoltre, pilatesca la mancata azione da parte dell’assessorato regionale della salute che
in merito alla denuncia della Uil Messina ha deliberatamente evitato di esprimersi, avallando il
taglio della spesa sanitaria sulla pelle dei cittadini-utenti messinesi.
Va avanti, il cinico disegno che punta alla demolizione della sanità pubblica e alla
privatizzazione di servizi essenziali per la salute dei cittadini.
Tutto ciò è inaccettabile e merita una profonda riflessione da parte del governo regionale al fine
di ripristinare la piena funzionalità del reparto di oncologia del Papardo attraverso l’immediata
riattivazione dei posti letto e dei ricoveri nel pieno rispetto di quanto previsto dalla vigente rete
ospedaliera.
Si tratta di un provvedimento doveroso nei confronti di un’utenza particolarmente fragile e
sfortunata che merita il massimo rispetto e la giusta attenzione da parte delle Istituzioni.












