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“RispettoMessina” sull’attraversamento dello Stretto : una “Metro volante” da Ponte e “Colonie”.

Nei numerosi incartamenti analizzati dal Comitato tecnico scientifico per l’analisi del Progetto Ponte ed opere connesse e che nonostante sia formato da esperti e tecnici scelti sulla fiducia ha indicato ben sessantotto prescrizioni tecniche da osservare, è stata prospettata un’altra delle meraviglie legate al Ponte , una “meraviglia ” però concettualmente illogica, perché viene reso noto che accanto alle decine di chilometri di linea ferroviaria ed assi viari con annesse gallerie e viadotti da realizzare per raggiungere il manufatto stabile di attraversamento dello Stretto sia sul territorio messinese che su quello calabro ce ne saranno altrettanti per quella che viene definita (senza pensare di sfiorare il ridicolo) Metro dello Stretto. Difatti secondo una logica astrusa e del tutto improduttiva ed ingiustificabile, conto Metro non utilizzerebbe lo stesso Stretto per collegamenti con mezzi marittimi, come si è cercato di fare con la “metromare” anni fa, e come sta avvenendo con un servizio che va migliorato ed ottimizzato, e che dovrebbe essere non soltanto a carico dello Stato, ma dovrebbe vedere l’intervento delle Regioni Sicilia e Calabria, che invece di dare soldi per la costruzione del Ponte distraendoli da altri più urgenti finalità e settori, dovrebbero intervenire mediante un “accordo” di programma ” per utilizzare i fondi strutturali “Interreg” per assicurare collegamenti continui e più efficienti fra le due sponde dello Stretto. Regioni Sicilia e Calabria e relativi Governi che, peraltro ,non si ricordano di aver attivato una Conferenza permanente per il coordinamento delle politiche per l’Area dello Stretto di Messina, che prevede anche la realizzazione di una Agenzia per la mobilità nello stesso Stretto. Invece viene invece fuori un’ altra mega infrastruttura che concorrerà a stravolgere ulteriormente i territori interessati, che non risponde ad alcun criterio in termini di rapporto costi-benefici ,e che, più che venire incontro alle reali esigenze delle comunità di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni, servirà ad alimentare le spese ed aumentare i costi con soldi pubblici per tutto il sistema infrastrutturale e strutturale; con ulteriori affidamenti di lavori e di opere .

Non vorremmo che così si possa realizzare quel presagio di un racconto “Cetto La Qualunque”, che nel fare certe promesse elettorali “per tutti”, sottintendeva invece “cchiu’ ponti, viadotti, gallerie, sbancamenti, movimenti terra, discariche, non” ppi tutti” ma per “i soliti noti” imprenditori in larga parte del Nord e non solo, e per la solita lobby ,”sempre in campo” da trent’anni e, come evidenziato in un servizio della trasmissione TV “Report”, con le stesse facce e gli stessi nomi e con le stesse logiche “colonialiste”.

 

 

 

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