Un confronto approfondito e partecipato ha animato lunedì 2 marzo l’Aula Mediale dell’Istituto Cristo Re di Messina, l’incontro promosso dal Comitato Civico “Un giusto Sì” sul tema “La riforma della Magistratura”, in vista del referendum del 22 e 23 marzo.
L’appuntamento ha registrato una significativa partecipazione di cittadini, professionisti e rappresentanti del mondo associativo, confermando l’interesse verso un tema centrale per l’assetto istituzionale del Paese.
Ad aprire i lavori è stato Gaetano Lamberto, presidente del Movimento Cristiano Lavoratori di Messina, che ha sottolineato l’importanza di momenti di confronto pubblico su temi di rilevanza costituzionale. «Dirigenti di associazioni cattoliche, tra cui Mcl, sostengono le attività del Comitato Civico che si batte per il Sì perché si crede fermamente in questa riforma della Giustizia, a cominciare dal fondamentale aspetto della separazione delle carriere, quale presupposto di terzietà del giudice e dunque condizione necessaria per il funzionamento del “giusto processo” – afferma- Lamberto-. Stessa convinzione sul metodo del sorteggio per i due Csm: può apparire non comune, ma si tratta dell’estremo rimedio al male estremo del correntismo, che determina metodi e logiche di natura politica del Csm, minando l’indipendenza della magistratura e delegittimandola».
A moderare l’incontro il dottor Rosario Terranova, che ha introdotto il dibattito richiamando il valore della partecipazione consapevole «La Giustizia non è affare di pochi magistrati: la sua riforma è compito di tutti, nel rispetto dell’autonomia e indipendenza della magistratura; da intendersi non come privilegio, ma a garanzia dei cittadini tutti, per un esercizio imparziale della giurisdizione. Altrimenti grave e, forse, irreversibile è il pregiudizio che si arreca allo Stato, minandone l’essenziale rapporto fiduciario» sottolinea Terranova.
Il convegno, organizzato dal Comitato Civico “Messina Stretto – Per il Giusto Sì”, intende manifestare la piena convinzione nelle virtù che lo Stato possiede.
«Al cittadino spetta il compito, in funzione della sua responsabilità di partecipazione diretta alla vita democratica del Paese, di dare una risposta personale e consapevole al quesito referendario, determinandone l’esito democraticamente, secondo un principio di maggioranza» spiega.
Di particolare rilievo gli interventi dei relatori, che hanno offerto un’analisi articolata della riforma e delle sue possibili ricadute. Dal professore Alessandro Morelli, direttore del Dipartimento di Scienze politiche e giuridiche dell’Università di Messina, che ha approfondito i profili costituzionali e sistematici della proposta referendaria al dottor Federico Moleti, sostituto procuratore presso il Tribunale di Palmi, che ha illustrato gli aspetti applicativi e le implicazioni per l’organizzazione della magistratura. E poi ancora l’avvocato Alessia Giorgianni, del Foro di Messina, che ha evidenziato le ricadute sul piano dell’esercizio della professione forense e delle garanzie per i cittadini all’onorevole Enzo Palumbo, già senatore della Repubblica ed ex componente del Consiglio Superiore della Magistratura, che ha offerto una riflessione di carattere istituzionale, ripercorrendo anche la propria esperienza all’interno dell’organo di autogoverno della magistratura.
L’iniziativa ha rappresentato un’occasione di approfondimento e partecipazione democratica, con l’obiettivo di fornire strumenti utili a una scelta informata in vista dell’appuntamento referendario.











