Nel corso della seduta straordinaria della Conferenza Unificata del 12 febbraio scorso, è stata esaminata la proposta del Ministro per la Protezione Civile relativa alla prosecuzione della sperimentazione del sistema di allarme pubblico IT-Alert per i tre scenari di rischio non ancora entrati in operatività.
IT-Alert, lo ricordiamo, è il sistema nazionale che utilizza la tecnologia cell broadcast per inviare messaggi geolocalizzati sui dispositivi mobili in caso di emergenze imminenti. Mentre il sistema è già pienamente operativo dal 2024 per incidenti industriali rilevanti, collasso dighe e incidenti nucleari, restano in fase di test i rischi legati a maremoti, attività vulcanica e precipitazioni intense.
Proroga al 2026 per Maremoti e Vulcano Stromboli
Per i rischi Maremoto generato da sisma e Attività vulcanica dello Stromboli, la Conferenza ha stabilito una proroga della sperimentazione fino al 31 dicembre 2026.
Per il rischio maremoto, la decisione è legata alla necessità di rafforzare la sicurezza informatica dell’infrastruttura (in particolare la componente INGV del sistema SiAM) e di completare l’aggiornamento delle mappe di inondazione delle aree costiere attraverso il progetto PNRR MER, i cui primi rilasci sono attesi per giugno 2026. Si punta inoltre a un passaggio verso modelli decisionali probabilistici per garantire maggiore affidabilità all’allertamento.
Per lo Stromboli, la proroga è necessaria per completare il trasferimento delle responsabilità dei sistemi di early warning all’INGV e per stabilizzare la catena di trasmissione dei dati necessari all’invio dei messaggi.
Precipitazioni intense: verso l’integrazione con l’App
Più complessa la situazione per il caso d’uso Precipitazioni intense. La sperimentazione basata sull’automatismo del cell broadcast ha mostrato criticità operative non trascurabili: nel solo 2024 si sono registrate circa 800 potenziali attivazioni, con un alto rischio di “sovra-allertamento” e perdita di credibilità del sistema agli occhi dei cittadini.
Il nuovo orientamento prevede quindi una revisione dell’impianto metodologico. L’ipotesi sul tavolo è il passaggio all’utilizzo dell’App IT-Alert, affiancata da una suddivisione del territorio in 887 sottozone tecniche. Questa nuova zonizzazione punta a una maggiore precisione spaziale, cercando di superare il limite dei confini amministrativi comunali per seguire le reali dinamiche fisiche dei fenomeni meteorologici.
La posizione di ANCI
In sede di Conferenza, l’ANCI ha espresso parere favorevole alle proroghe, ribadendo però alcune condizioni essenziali per i Sindaci. Pur prendendo atto delle difficoltà tecniche per le piogge intense, l’Associazione ha chiesto che lo sviluppo dell’App non determini il superamento definitivo del cell broadcast, che deve restare un presidio universale e inclusivo. È stata inoltre sottolineata la necessità che la nuova zonizzazione sia coerente con i sistemi di allertamento idrogeologico già in uso, per evitare confusione operativa e non scaricare eccessive responsabilità sugli enti locali.
Fonte ANCI , 13/02/2026











