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Ponte sullo Stretto: la ricerca della “Silicon Valley dello Stretto” guidata dal prof. Ficara raccoglie le critiche di accademici italiani e internazionali

Il ponte sullo Stretto si conferma così non solo una sfida ingegneristica, ma anche un enorme problema di sicurezza, manutenzione e sostenibilità economica

Una ricerca coordinata dal prof. Aldo Domenico Ficara e condotta dalla Silicon Valley dello Stretto ha raccolto le valutazioni di autorevoli accademici e istituzioni scientifiche sul progetto del ponte sullo Stretto di Messina. Il quadro che emerge è di forti criticità ingegneristiche, geotecniche, strutturali ed economiche, tali da mettere in discussione la fattibilità e la sostenibilità dell’opera.

  1. Criticità aerodinamiche e stabilità al vento

La campata centrale prevista di 3,3 km sarebbe la più lunga al mondo, introducendo problemi mai affrontati prima.

  • Dr. Ahsan Kareem (Università di Notre Dame, massimo esperto di dinamica del vento):
    «Le simulazioni su modelli in scala non catturano completamente i fenomeni di vortice e flutter. La turbolenza reale nello Stretto introduce incertezze inaccettabili» (Journal of Wind Engineering, 2021).
  • Prof. Giovanni Solari (Università di Genova, pioniere dell’aerodinamica delle strutture):
    «Servirebbero smorzatori attivi mai testati su questa scala. Il rischio di vibrazioni torsionali non lineari resta elevato» (IAWE Conference, 2022).
  • ASCE (American Society of Civil Engineers):
    «Nessun ponte supera i 2 km in zone ventose. Le gallerie del vento non replicano l’interazione reale tra raffiche e oscillazioni» (ASCE Report on Long-Span Bridges, 2023).
  • Prof. Antonino Risitano (Università di Catania):
    ha rimarcato che la particolare conformazione ventosa dello Stretto introduce variabili non gestibili con i modelli tradizionali di analisi aerodinamica. Inoltre ha espresso dubbi sulle prove a fatica dei cavi
  1. Rischi sismici e geotecnici

Lo Stretto è una delle aree a più alta pericolosità sismica del Mediterraneo.

  • Prof. Jonathan Bray (UC Berkeley):
    «Le fondazioni potrebbero subire spostamenti differenziali non compensabili dagli isolatori attuali» (Earthquake Spectra, 2023).
  • INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia):
    ha ricordato che il sisma del 1908 (M7.1) produsse accelerazioni oltre 0,6g, valore che sottoporrebbe le torri a carichi laterali senza precedenti (Studio di pericolosità sismica, 2022).
  • Dr. George C. Lee (Università di Buffalo, ex-presidente ASCE):
    «Progettare per M8.0 è teorico. Nessun codice sismico copre scenari con terremoto + tsunami + corrosione marina combinati» (MIT Lecture, 2022).
  • Prof. Federico Mazzolani (Università di Napoli, esperto di strutture metalliche e ingegneria sismica):
    ha osservato che la combinazione tra faglie attive, liquefazione dei terreni e forze orizzontali estreme rappresenta una sfida non contemplata dalle normative attuali.
  1. Problemi strutturali e materiali

Le condizioni di esercizio e l’ambiente marino pongono sfide enormi.

  • Japan Bridge Engineering Center:
    ha stimato che i cavi principali dovrebbero resistere a 1,8 milioni di tonnellate di tensione e a 200 anni di vita utile in ambiente salino, obiettivo non raggiungibile senza manutenzione straordinaria (Technical Report on Cable Corrosion, 2023).
  • Prof. Michel Virlogeux (progettista del Viadotto di Millau):
    ha dichiarato che la manutenzione sarebbe più complessa della costruzione stessa, richiedendo ispezioni quotidiane con droni e sensori avanzati (Le Monde, 2023).
  • Prof. Mario De Miranda (massimo esperto italiano di ponti e strutture):
    ha sottolineato che corrosione salina e carichi di fatica renderebbero inevitabili costosi interventi di manutenzione straordinaria.
  1. Costi e gestione del rischio

Oltre alle criticità ingegneristiche, emergono forti dubbi economici.

  • Corte dei Conti europea:
    «L’analisi costi-benefici ignora gli sforamenti tipici dei megaprogetti (+80%). Il costo reale supererà i 20 miliardi di euro» (Audit TEN-T, 2023).
  • Prof. Bent Flyvbjerg (Università di Oxford, massimo esperto di megaprogetti):
    «Il 90% dei ponti sospesi ha sforato tempi e budget. In Italia, con i rischi geologici aggiuntivi, la probabilità di fallimento supera il 60%» (Oxford Global Projects Database, 2023).

Conclusioni

Dalla ricerca della Silicon Valley dello Stretto, coordinata dal prof. Aldo Domenico Ficara, emerge un coro di critiche provenienti dai maggiori esperti internazionali e da autorevoli studiosi italiani come Antonino Risitano, Federico Mazzolani e Mario De Miranda.

Il ponte sullo Stretto si conferma così non solo una sfida ingegneristica, ma anche un enorme problema di sicurezza, manutenzione e sostenibilità economica. Prima di avviare un’opera di tale portata, la comunità scientifica chiede che queste criticità vengano affrontate con trasparenza.

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