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OPI MESSINA: Valore strategico della formazione continua per garantire assistenza qualificata, sicurezza  delle cure e centralità del paziente.

La giornata formativa è stata arricchita da sessioni pratiche, tra cui un laboratorio sul corretto posizionamento degli elettrodi ECG e una simulazione clinica a  media fedeltà con manichino Laerdal avanzato,

Valore strategico della formazione continua per garantire assistenza qualificata, sicurezza  delle cure e centralità del paziente nei percorsi assistenziali complessi l’ obiettivo perseguito dall’OPI MESSINA in occasione della giornata internazionale dell’infermiere.
 In occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche  di Messina ha celebrato la ricorrenza con un importante corso di formazione dedicato alla 
“Gestione avanzata del paziente cardiologico adulto e pediatrico: competenze infermieristiche  in area critica”. L’evento, ospitato nella sala conferenze della sede OPI di Messina,  ha registrato una numerosa partecipazione e un coinvolgimento attivo dei professionisti sanitari  presenti, confermando il valore della formazione specialistica nell’ambito dell’assistenza infermieristica avanzata.
Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’OPI Messina, Antonino Trino, che nel suo intervento  di benvenuto ha sottolineato il significato professionale e umano dell’iniziativa: “Il corso sull’assistenza cardiologica, rivolto sia ai bambini che agli adulti, nel rispetto delle competenze degli infermieri e degli infermieri pediatrici, rappresenta  un momento altamente valoriale per l’assistito”. Un messaggio che ha richiamato il ruolo centrale  dell’infermiere nella presa in carico globale del paziente, soprattutto nei contesti di area critica  e ad alta complessità assistenziale.
Tra gli interventi più seguiti, quello di Giuseppe Lo Monaco dedicato all’ablazione transcatetere,  procedura invasiva fondamentale per il trattamento di diverse aritmie cardiache, tra cui la fibrillazione 
atriale refrattaria e la sindrome di Wolff-Parkinson-White. Lo Monaco ha evidenziato il ruolo  centrale dell’infermiere in tutte le fasi del percorso assistenziale, sottolineando come l’approccio multidisciplinare e le competenze specialistiche siano determinanti per garantire sicurezza e  qualità delle cure. Particolare attenzione è stata posta alla fase pre-procedurale, durante la  quale l’assistenza infermieristica si concentra sulla preparazione clinica, diagnostica e  psicologica del paziente, includendo la gestione della terapia anticoagulante e il supporto emotivo  volto alla riduzione dell’ansia.
Durante l’intervento, invece, l’infermiere assicura il monitoraggio  continuo dei parametri vitali, la gestione della sedazione e il supporto strumentale avanzato  attraverso l’utilizzo di tecnologie di mappaggio tridimensionale e differenti fonti di energia,  tra cui radiofrequenza, crioablazione ed elettroporazione. Lo Monaco ha inoltre approfondito  la gestione post-procedurale, focalizzata sull’identificazione tempestiva di complicanze critiche  quali sanguinamenti, tamponamento cardiaco ed eventi tromboembolici, oltre che sulla gestione del dolore e sull’educazione sanitaria del paziente.
Centrale anche il tema del  follow-up a lungo termine, considerato essenziale per favorire l’aderenza terapeutica, promuovere stili di vita sani e prevenire le recidive aritmiche. Uno sguardo infine rivolto 
al futuro della disciplina, dove innovazione tecnologica e telemedicina rappresentano nuove  opportunità per ottimizzare ulteriormente la gestione del paziente aritmologico.
Di grande interesse anche la relazione del dott. Giovanni Gemelli sull’insufficienza renale acuta nei pazienti ricoverati in Unità di Terapia Intensiva Cardiologica. È stato evidenziato  come questa complicanza sia particolarmente frequente nei pazienti con scompenso  cardiaco acuto, shock cardiogeno e sovraccarico di volume, condizioni nelle quali  l’ultrafiltrazione rappresenta una strategia terapeutica efficace per il controllo  dell’equilibrio idro-elettrolitico e la riduzione della congestione.
Nel corso dell’intervento è stato sottolineato il ruolo cruciale dell’infermiere di UTIC  nella gestione dell’ultrafiltrazione, dalla preparazione del circuito extracorporeo al  monitoraggio continuo dei parametri vitali, del bilancio idrico e degli accessi vascolari.  Particolare attenzione è stata dedicata all’identificazione precoce delle complicanze,  tra cui ipotensione, alterazioni elettrolitiche, coagulazione del circuito e infezioni correlate al catetere venoso centrale. Fondamentale, secondo il relatore, l’approccio multidisciplinare e personalizzato, insieme alla formazione continua e all’adozione di protocolli condivisi,  per migliorare gli esiti clinici e la qualità dell’assistenza ai pazienti critici.
Ampio spazio è stato riservato anche all’ambito pediatrico grazie all’intervento del  dott. Andrea Rosace, che ha affrontato il tema dell’approccio infermieristico al  paziente pediatrico in cardiologia, dall’accoglienza all’emergenza. L’incontro  ha evidenziato il ruolo centrale dell’infermiere pediatrico nella gestione del piccolo  paziente cardiologico, integrando aspetti relazionali, assistenziali e competenze tecnico-specialistiche.
Nella prima parte della relazione sono stati approfonditi i principi di una corretta  accoglienza del bambino e della famiglia durante l’esecuzione dell’elettrocardiogramma,  mettendo in evidenza l’importanza della comunicazione, delle tecniche di care e dell’approccio  ludico-relazionale per ridurre ansia e paura, migliorando così la collaborazione e la qualità  dell’esame diagnostico. A seguire la dott.ssa Calatozzo Domenica si è soffermata  sulla gestione avanzata del paziente cardiologico critico in area intensiva. Successivamente, l’attenzione si è concentrata sulla gestione infermieristica
 della Tachicardia Parossistica Sopraventricolare pediatrica, con approfondimenti sulle manovre vagali, sul decision making clinico, sull’utilizzo dell’adenosina  secondo protocolli PALS e sulla prevenzione degli errori critici nella gestione dell’emergenza aritmica.
La giornata formativa è stata arricchita da sessioni pratiche, tra cui un laboratorio sul corretto posizionamento degli elettrodi ECG e una simulazione clinica a  media fedeltà con manichino Laerdal avanzato, finalizzata al training delle  competenze tecniche e non tecniche nella gestione delle emergenze cardiologiche pediatriche a cura dei dott.ri Rosace, Lonia e Salvatore Finocchio.
Presenti all’incontro anche gli altri componenti del direttivo Opi Messina : Santino Barbaro e Giovanni Carmelo Caminiti  L’iniziativa dell’OPI Messina ha rappresentato non solo un momento celebrativo della  professione infermieristica, ma anche un’importante occasione di aggiornamento scientifico e  confronto professionale, ribadendo il valore strategico della formazione continua per garantire 
assistenza qualificata, sicurezza delle cure e centralità del paziente nei percorsi assistenziali complessi.
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