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Nota della UIL Messina sulle prospettive dell’acciaieria Duferco di Giammoro

L’oggettiva riflessione in merito alle recenti dichiarazioni del presidente di Duferco Antonio Gozzi

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Tanto tuonò che piovve… E’ questa l’oggettiva riflessione in merito alle recenti dichiarazioni del presidente di Duferco Antonio Gozzi con le quali è stata sostanzialmente comunicata la definitiva chiusura e l’avvio di una futura riconversione dello stabilimento Duferdofin di Giammoro, la storica acciaieria che per decenni è stata un pilastro a garanzia del lavoro e dell’occupazione del nostro territorio. Le parole del presidente Gozzi sono, pertanto, decisamente preoccupanti ed impongono una seria riflessione poiché si apre una crisi seria e senza precedenti in un importante sito produttivo che coinvolge circa 100 lavoratori diretti e i 60 lavoratori occupati nelle sei aziende dell’indotto: numeri importanti in una realtà dove la fame di lavoro è sempre più forte” lo hanno dichiarato Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina, e Giovanni Mirabile, segretario provinciale della Uilm (metalmeccanici).

“Alla luce della nuova, difficile ed incerta fase è indispensabile che la Duferco, accanto alle rassicuranti dichiarazioni di intenti, presenti progetti mirati e dettagliati piani industriali a supporto degli annunciati investimenti al fine di garantire la salvaguardia di tutti gli attuali posti di lavoro, nonché di prevedere un auspicabile aumento dell’occupazione. In tal senso, l’imminente concessione e gestione del pontile di Giammoro da parte dell’Autorità di sistema portuale dello stretto alla Duferco, fatto che abbiamo reiteratamente salutato come decisamente positivo, non può essere considerato come il toccasana risolutivo della strategia aziendale post-acciaieria. Pertanto, reputiamo corretto aprire un’interlocuzione permanente con la Duferco e con il presidente Gozzi per dare gambe e sostanza, in tempi certi e scadenzati, ai progetti di riconversione industriale. In questo quadro, oggi è urgente ed indifferibile prorogare ai lavoratori della Duferco gli ammortizzatori sociali che scadranno a luglio per evitare che le odierne difficoltà si possano tramutare in un’inaccettabile macelleria sociale” hanno così concluso Ivan Tripodi e Giovanni Mirabile.

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