Qualche mese fa esponevo i miei dubbi sulla sicurezza strutturale dei parcheggi di interscambio costruiti sulle coperture di torrenti. Nel febbraio 2023 si scriveva che era stato completato a Messina l’intervento di riqualificazione del torrente Catarratti-Bisconte, un’opera progettata negli anni Novanta. Si spiegava inoltre che la consegna dei lavori di riqualificazione ambientale e risanamento igienico dell’alveo del torrente Catarratti-Bisconte era il frutto di una proficua sinergia tra la struttura commissariale di Governo contro il dissesto idrogeologico per la Regione Sicilia. con il Comune di Messina e del lavoro di equipe tra i tecnici. E ancora che questo intervento restituiva una porzione di territorio alla città, riqualificandolo e mettendolo in sicurezza. A distanza di solo un anno le pagine dei giornali locali riferendosi all’intervento di riqualificazione del torrente Catarratti-Bisconte parlano della la c.d. “truffa dei pali”, consistita nel collocare presso il cantiere, sfruttando la difficoltà di rilevare la difformità tra il dato formale/progettuale e quello reale, un numero di pali inferiore rispetto a quello previsto dal progetto (ben 291 pali in meno), per ottenere un maggiore ed indebito esborso di somme, a suo favore, per un valore di oltre 1.200.000 mila euro. Dinamiche progettuali e fattive che ci restituiscono una città avvilita e nulla possono le numerose attività musicali nel restituire quel sorriso sociale basato nella speranza di un futuro meno cupo. In altre parole possiamo dire: Messina, una città messa in croce da lavori pubblici farlocchi.











