La pista ciclabile nel centro di Messina continua a essere un focolaio di dibattito, scatenando più critiche che elogi ad ogni nuovo sviluppo. L’ultima fase, che interessa il tratto della passeggiata a mare e che si collegherà alla futura pista all’interno dell’ex area fieristica in riqualificazione, ha ulteriormente alimentato le perplessità.
Il nuovo tracciato ha sollevato diverse obiezioni. Il passaggio sul marciapiede, una segnaletica che in molti punti appare confusa, e la decisione di creare un percorso misto bici/pedoni non convincono cittadini e addetti ai lavori. Sembra quasi che il progetto sia più un “gioco dell’oca” che una soluzione funzionale per la mobilità sostenibile.
Quando si realizza un’opera pubblica, esiste una chiara filiera tecnica che include figure chiave come il Responsabile Unico del Procedimento (RUP), il direttore dei lavori, il progettista e il direttore del dipartimento. A questi professionisti è demandata l’intera fase progettuale ed esecutiva, garantendo la conformità alle norme e la qualità dell’opera. La politica, d’altro canto, ha il compito di definire le strategie generali, come quelle delineate nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS).
La scelta di far passare l’intervento lungo la passeggiata a mare è stata ampiamente condivisa e supportata da tutti i pareri necessari, inclusi quelli della Soprintendenza, che ha espresso un giudizio positivo sulla proposta progettuale. Il progetto è stato inoltre illustrato e discusso in sede di commissione consiliare, con la dovuta pubblicità anche sul piano politico.
Eppure, proprio questa apparente condivisione di intenti per la realizzazione di un’opera che non riscuote il favore del pubblico evidenzia uno scollamento tra chi progetta e costruisce e chi poi usufruirà del bene pubblico. Le critiche non si limitano ai cittadini: anche il mondo accademico ha espresso il suo disappunto. Tre docenti della Facoltà di Architettura di Reggio Calabria hanno liquidato i due scivoli realizzati sulla storica Passeggiata a Mare di Messina come “buoni per un garage”, sottolineando una percepita inadeguatezza progettuale.
La questione della pista ciclabile di Messina solleva interrogativi importanti sulla partecipazione pubblica nei processi decisionali e sulla capacità di trasformare le visioni strategiche in opere funzionali e apprezzate dalla comunità. Sarà fondamentale un confronto costruttivo per trovare soluzioni che rispondano realmente alle esigenze dei messinesi e che non lascino l’amaro in bocca a chi desidera una città più vivibile e sostenibile.











