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Messina la città metropolitana dove è ridotto il diritto all’acqua e alla salute

Riflessioni a voce alta del Prof Aldo Ficara

L’accesso all’acqua è stato riconosciuto a livello internazionale come un diritto umano universale, autonomo e specifico, presupposto per tutti gli altri diritti umani, ma nel 2030 20 milioni di cittadini non avranno ancora accesso all’acqua potabile. L’accesso universale all’acqua, fonte di vita per ogni essere umano e per la sopravvivenza dello stesso Pianeta, rappresenta l’esempio più eclatante di questa contraddizione che caratterizza i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda. Nel 2010, su iniziativa di alcuni Paesi latino‐americani, l’Assemblea generale dell’Onu e successivamente il Consiglio dei diritti umani hanno infatti approvato due importanti Risoluzioni che sanciscono il diritto all’acqua e ai servizi igienico‐sanitari come un diritto umano, universale, autonomo e specifico. Questo riconoscimento giuridico a livello di diritto internazionale, è stato ottenuto dopo oltre dieci anni di mobilitazione da parte dei Movimenti dell’acqua e del Contratto mondiale sull’acqua per contrastare i processi di privatizzazione e mercificazione della gestione dell’acqua e superare il principio che il diritto all’acqua è implicito in altri diritti riconosciuti dalla Dichiarazione dei diritti umani e da altre Convenzioni (diritto alla salute, all’alimentazione, etc.). Detto questo sappiamo come è andata l’Odissea della crisi idrica a Messina nella recente estate 2024. A questa mancanza si aggiunge quella dei posti letto all’Ospedale Papardo su cui parla chiaro un comunicato del sindacato UIL: “ Il 27 settembre il management del Papardo, in modo fulmineo e inaspettato, nonché senza alcuna informativa alle organizzazioni sindacali, ha disposto la riduzione dei posti letto delle U.O. di Chirurgia vascolare e di Chirurgia plastica e il contemporaneo trasferimento del reparto di Chirurgia vascolare nei medesimi locali in cui è ubicata l’unità operativa di chirurgia plastica. Questa decisione è stata assunta senza l’adozione di alcun atto deliberativo di modifica dell’attuale atto aziendale regolarmente approvato dall’assessorato regionale alla salute. Inoltre è stata decisa la soppressione dei ricoveri nell’unità operativa di oncologia, garantendo soltanto l’attività di day hospital. È opportuno evidenziare che il reparto di oncologia, grazie all’impegno e alla professionalità degli operatori, è diventato un punto di riferimento della provincia di Messina”

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