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Messina, Azione Cattolica Diocesana: organizzata presso il 19° I. C.“Evemero da Messina” l’annuale Giornata della legalità “Ricordare Capaci”.

Progetto legalità sviluppato insieme alla Commissione legalità dell’Azione Cattolica diocesana sul tema “Lia Pipitone, una storia di coraggio e di libertà”.

L’evento, incentrato sulla figura di Lia Pipitone, uccisa dalla mafia perché aveva trovato il coraggio di ribellarsi al padre boss, si è articolato in due momenti. Il primo, organizzato in collaborazione con “Libera contro le mafie – Presidio di Messina-Nino e Ida d’Agostino”, si è svolto nella mattinata, presso il 19° I. C. “Evemero da Messina”, diretto dalla Prof.ssa Angela Mancuso: protagonisti gli studenti delle classi 3^ A e 3^ B che hanno dialogato con il figlio di Lia Pipitone, Alessio Cordaro (Presidente Ali per Lia-APS e attivista antimafia) e hanno mostrato i lavori realizzati nel corso del Progetto legalità sviluppato insieme alla Commissione legalità dell’Azione Cattolica diocesana sul tema “Lia Pipitone, una storia di coraggio e di libertà”.

Nel pomeriggio si è tenuta la tavola rotonda sul tema “Educare alla legalità per costruire la pace”, moderata da Mariangela Licosi e Alessandro Aspa, Vicepresidenti Giovani dell’Azione Cattolica diocesana che, con la consueta sensibilità, hanno dialogato con gli ospiti: Alessio Cordaro, la Dott.ssa Paola Toscano (Funzionaria della Professionalità Pedagogica dell’USSM di Messina) e la Dott.ssa Simona Arena (Giornalista). In apertura, i saluti istituzionali del Presidente diocesano di Azione Cattolica, Prof. Alberto Randazzo, che ha sottolineato l’importanza di fare memoria per educare all’impegno per la legalità e per il bene comune; ha inoltre ricordato che questa iniziativa viene promossa dall’Azione Cattolica dal 1993.

Sono quindi intervenute le autorità presenti: il Vice Questore, Dott.ssa Anna Sammarro, che ha invitato i giovani presenti a custodire sempre il valore della legalità; il Comandante della Polizia Municipale di Messina Giovanni Giardina, che ha rimarcato l’importanza della prevenzione e dell’ascolto dei bisogni, per garantire alla città un futuro migliore; il Maggiore C.C. Federico Mucciacciaro, che ha sottolineato come la vicenda di Lia Pipitone metta in evidenza una visione distorta dell’onore e il ruolo subordinato della donna nel sistema mafioso.

Erano presenti anche alcuni studenti della scuola “Evemero da Messina”, accompagnati dalla Prof.ssa Ketty Orecchio, che hanno presentato al pubblico presente una lettera indirizzata a Lia Pipitone e due video, nei quali hanno immaginato un dialogo tra lei e Saman Abbas e alcuni dei possibili sviluppi che la vita di Lia avrebbe potuto avere. Ciascuno degli ospiti è stato invitato a riflettere sul tema della legalità, della giustizia e della pace sociale, in relazione al proprio ruolo e alla propria esperienza. Dalla testimonianza di Cordaro si è messo in luce come da una ferita insanabile come la sua sia emersa una voglia di combattere per affermare i valori di giustizia e legalità, un impegno quotidiano che è diventato una scelta di vita.

La Dott.ssa Toscano, in riferimento agli strumenti utilizzati nella sua professione per trarre i giovani che incontra quotidianamente fuori da situazioni dolorose, ha parlato dell’intenzionalità educativa che genera prossimità e relazioni positive. La Giornalista Simona Arena ha riflettuto su come la costruzione della pace passi anche dalla conoscenza corretta della realtà, da una comunicazione fondata sul senso di responsabilità e sulla correttezza.

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Nel corso dell’incontro, prendendo spunto dalla vicenda di V. Bachelet e dalle parole di perdono pronunciate dal figlio Giovanni, si è proposta agli ospiti una riflessione sull’atteggiamento
conseguente all’ingiustizia subita. Dalle parole di Cordaro è emerso che il dolore subito deve generare una consapevolezza e un impegno collettivo; la Dott.ssa Toscano ha precisato che la giustizia deve ricucire la ferita sia di chi l’ha procurata che di chi l’ha subita; infine, la Dott.ssa Arena ha invitato a riflettere sul recente caso di Davide Cavallo che in aula di tribunale ha
abbracciato i ragazzi che lo hanno aggredito e ferito in modo irreversibile, ricordando la necessità di conservare la propria umanità.

In chiusura, sono state consegnate le seguenti parole di speranza: rispetto e generosità (Arena), confronto e dialogo (Cordaro), insieme e relazione (Toscano). Il Presidente Randazzo ha, infine, dato appuntamento al prossimo anno e, citando un noto proverbio africano, ha ricordato che se “da soli si va più veloci, insieme si va più lontano”.

Caterina Donato
Segretario Azione Cattolica Messina Lipari S. Lucia del Mela
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