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L’On. Dino Madaudo ricorda all’On. Cateno De Luca le attività parlamentari della deputazione messinese nella “Prima Repubblica”

Facevamo a gara per risolvere i problemi che assillavano la nostra Messina, nell’assoluto silenzio e senza sbandieramenti.

A seguire la lettera aperta dell’On. Dino Madadaudo all’On. De Luca Cateno,    

Mi è stato riferito che giorno 28, del mese di Febbraio 2026, in un commento video registrato, avrebbe affermato, inopportunamente, che nel passato nessuno si era impegnato, come ha fatto lei, per risolvere la vicenda del risanamento delle baracche, nella Città di Messina. (NIENTE DI PIU’ERRATO)

Naturalmente, risentito, mi sono rimproverato per non averle offerto il libro, dal quale si evidenzia il mio impegno di Parlamentare, nella questione “baracche a Messina”. A pagina 124 del libro: “PIOGGIA DI SOLDI SU MESSINA”, fra le varie questioni, che mi videro impegnato negli anni “80”, vi fu, prima fra tutte, l’estromissione di Messina dalla ripartizione di 1.000(Mille) miliardi di lire, di mutui al 4 %, tra 28 Comuni italiani, sulla base dell’art. 8 della Legge 15 Febbraio n.25. (Il Sindaco, avv. Antonio Andò, convocò una riunione dei Parlamentari messinesi).

Ad escluderla, una delibera del Cipe, (Comitato interministeriale per la programmazione economica), che ignorò la nostra Città, nonostante il voto espresso all’unanimità dal Senato. (Senatori: Calarco, Santalco).

Ne parlai, dettagliatamente a Franco Nicolazzi, allora, Ministro dei Lavori Pubblici, il quale dopo aver riflettuto su quanto da me riferitogli, si dichiarò subito, contrario alla decisione del Comitato. Messina, era una Città che continuava a pagare un prezzo troppo alto, insieme alla vicina Reggio Calabria, per le note questioni storiche, relative al terremoto del 1908 e si trovava al quinto posto in graduatoria per deficit abitativo.

Per questo motivo, il Ministro non controfirmò la delibera del Cipe e continuò, su mia pressione, a occuparsi della Città dello Stretto. Il mio impegno e l’amicizia che mi legava al ministro, contribuirono a creare i presupposti per dare una decisa risposta all’annosa questione “baracche”. Insieme, tramite il Cipe e il Cer ( Comitato per l’edilizia residenziale), siamo riusciti a fare giungere a Messina parecchi finanziamenti, per centinaia di miliardi di lire, per la costruzione di autostrade, caserme dei Carabinieri, reti idriche e fognanti, edifici per abitazioni, alloggi  popolari a Fondo Lauritano, rione Taormina, Villaggio Aldisio, Annunziata Alta, nell’ambito del piano “Risanamento” che significava soprattutto demolizione delle baracche  e ci siamo spesi con grande impegno per la costruzione del Ponte sullo Stretto.

Nell’Aprile del 1982, Nicolazzi, fece approvare, il decreto legislativo che toglieva il veto che dal 1974 impediva il completamento delle autostrade su tutto il territorio nazionale. Tra queste, vi era la Messina-Palermo, nel tratto Caprileone – Bonfornello. Nello stesso anno venne riconosciuta la conurbazione dell’area integrata tra Reggio e Messina e il Cer, finanziò 27 miliardi e 235 milioni di lire per la nostra Città, fondi con cui vennero costruiti molti degli edifici della zona Nord, quartiere Annunziata e della zona Sud , specialmente  a Galati Marina, mentre a Taormina, Letojanni e Giardini Naxos, giunsero 3 (tre) miliardi e 100 milioni di lire, per opere igienico-sanitarie e si abolì la barriera del pedaggio autostradale di Bordonaro – Gazzi.

L’anno seguente, mi impegnai per fare abolire la barriera di Villafranca, ma Vincenzo Ardizzone, (Presidente della Messina – Palermo), mi pregò di soprassedere. Tra le questioni che mi videro impegnato: la costruzione di 400 alloggi per giovani coppie, anziani e altre categorie protette. Nel Giugno del 1984, il Ministro Nicolazzi, visitò Messina e dopo una settimana firmò un finanziamento di otto Miliardi e 800 Milioni, di lire, parte di detto finanziamento, fu impiegato a opere di urbanizzazione, a Santa Lucia sopra Contesse.

Successivamente, a Messina, arrivarono ulteriori 12 Miliardi, per acquisto alloggi. All’anno seguente, risale la vicenda della Grande Viabilità, venni informato, da un collega deputato, che la Commissione Lavori Pubblici della Camera, aveva ripartito i fondi del piano della Grande Viabilità, lasciando fuori dalla ripartizione la Sicilia.

Riuscii a fare assegnare alla Regione ben 100 Miliardi, di lire, che furono impiegati tutti sulla tratta Autostradale Sant’Agata Militello- Santo Stefano di Camastra della A 20. La stessa tratta, venne inaugurata dal Ministro Enrico Ferri, che sostituì Nicolazzi al Ministero LLPP.  Successivamente, arrivarono a Messina, 12 Miliardi, di lire, per costruire alloggi. Ferri, inviò ulteriori 3 Miliardi per acquistare alloggi già edificati.

Durante l’assegnazione dei nuovi alloggi, il Comune di Messina, commise l’errore di non fare demolire le baracche, che vennero occupate da altri nuclei familiari. Mi fa piacere ricordare l’ulteriore impegno di 30 Miliardi di lire, (Fondo Fio – Fondo incentivo occupazione) per il completamento dell’Ospedale Papardo. (Ministro al Bilancio, Pier Luigi Romita).

Queste le cose, caro De Luca, che sono riuscito a portare avanti, quando i Parlamentari messinesi, facevamo a gara per risolvere i problemi che assillavano la nostra Messina, nell’assoluto silenzio e senza sbandieramenti. Molte altre iniziative , tra cui la galleria di collegamento Giostra – Annunziata, rimasero inevase , a causa della chiusura anticipata della legislatura.

Cordialmente, Dino Madaudo

 

 

 

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