A seguire la nota dlla Segretaria Generale SPI CGIL Messina
Pina Teresa Lontri
che esprime forte contrarietà alla scelta del project financing per il cimitero comunale di
Sant’Agata di Militello:
Lo Spi Cgil di Messina, insieme al responsabile territoriale Biagio Oriti, esprime
forte contrarietà alla scelta del project financing per il cimitero comunale di
Sant’Agata di Militello, una decisione che rischia di trasformare un servizio
pubblico essenziale in una prestazione di mercato.
Parliamo di un tema che riguarda direttamente anziani e pensionati, persone
che con redditi spesso modesti scelgono di acquistare un loculo in vita per non
pesare sulle famiglie. Il ricorso al project financing espone a un aumento dei
costi che finirebbe per colpire proprio chi ha meno possibilità di scelta.
A Sant’Agata di Militello oltre il 26% della popolazione ha più di 65 anni, con
una presenza significativa di ultra 75enni e con un indice di vecchiaia che
supera ampiamente lamedia regionale.In una comunità chei nvecchia,
scaricare i costi dell’investimento sui cittadini significa colpire i più fragili e chi
si trova già oggi a fronteggiare l’aumento del costo della vita, delle spese
sanitarie e dell’assistenza.
Lo Spi Cgil di Messina rileva inoltre che, allo stato attuale non risultano definite
tariffe calmierate per pensionati e famiglie a basso reddito, né agevolazioni
automatiche per anziani e persone fragili. Manca inoltre un sistema chiaro di
controllo pubblico sui costi futuri e sulla loro sostenibilità sociale.
In assenza di queste garanzie, la scelta appare sbilanciata a favore del privato
e rischia di produrre un aggravio economico per i cittadini. I servizi essenziali
devono restare accessibili, equi e sotto controllo pubblico.
Lo SpiCgil non è contrario aglii nvestimenti inquanto tali,ma ritiene
indispensabile che scelte di questa portata siano accompagnate da garanzie
sociali chiare, vincolanti e verificabili. Il rispetto per le persone passa anche dal
modo in cui una comunità si prende cura dei propri anziani, fino alla fine.
La dignità delle persone non può diventare una voce di bilancio: il tema non è
solo economico, ma profondamente sociale e morale.











