Un appello chiaro, rivolto alla futura Amministrazione Comunale di Messina, affinché venga finalmente attuato il regolamento per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. È questo il cuore della conferenza stampa promossa da Libera, che ha riunito rappresentanti dell’associazionismo, cittadini e attivisti per rilanciare il tema della legalità e dell’utilizzo sociale dei patrimoni sottratti alle mafie.
Nel corso dell’incontro, gli esponenti dell’associazione hanno sottolineato come il regolamento rappresenti uno strumento fondamentale per garantire trasparenza, partecipazione e restituzione alla collettività di immobili e patrimoni che per anni sono stati simbolo del potere criminale sul territorio. Secondo Libera, l’assenza di una piena applicazione delle norme rischia di lasciare inutilizzati beni che potrebbero invece trasformarsi in presìdi sociali, culturali e di inclusione.
“La gestione dei beni confiscati non può restare una questione marginale nell’agenda politica cittadina”, hanno dichiarato i promotori della conferenza, chiedendo ai candidati e alle future istituzioni comunali un impegno pubblico e concreto. L’obiettivo è quello di costruire un sistema stabile e accessibile, capace di coinvolgere il terzo settore, le realtà giovanili e il mondo del volontariato nella valorizzazione dei beni recuperati alla criminalità.
Particolare attenzione è stata posta anche alla necessità di accelerare le procedure amministrative e di garantire un monitoraggio costante sullo stato degli immobili già assegnati o ancora in attesa di destinazione. Per Libera, infatti, il riutilizzo sociale dei beni confiscati rappresenta non solo un atto simbolico, ma una concreta occasione di sviluppo per il territorio e di contrasto alle disuguaglianze.
Nel dibattito è emersa inoltre la richiesta di una maggiore collaborazione tra Comune, Prefettura e associazioni, così da evitare ritardi e dispersioni burocratiche. “Ogni bene confiscato che rimane chiuso è una vittoria incompleta dello Stato”, è stato ribadito durante l’incontro.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di sensibilizzazione che Libera porta avanti da anni sul territorio messinese, con l’intento di mantenere alta l’attenzione sul contrasto alle mafie e sulla promozione di una cultura della responsabilità civile. Un messaggio che, a pochi giorni dalle future scelte amministrative, punta a trasformare il tema dei beni confiscati in una priorità politica per la Città.
A margine dell’iniziativa si è svolto anche un flashmob simbolico, promosso da attivisti, volontari e cittadini, per richiamare l’attenzione sul valore sociale dei beni confiscati. Cartelli, slogan e momenti di partecipazione collettiva hanno animato il presidio, trasformando lo spazio pubblico in un luogo di memoria e impegno civile. Un gesto semplice ma significativo, con cui Libera ha voluto ribadire che i beni sottratti alla criminalità devono tornare a essere patrimonio della comunità e occasione concreta di rinascita per Messina.












